Migranti. Clandestini, invisibili o persone?
A differenza degli istituti penitenziari, dipendenti dal Ministero di Giustizia, il Centro di
Identificazione ed Espulsione [C.I.E.] di Ponte Galeria è controllato dal Ministero degli Interni,
nello specifico della Polizia di Stato. La quotidianità delle persone è stata gestita dalla Croce
Rossa Italiana per più di dieci anni. Dal 1 marzo 2010 il nuovo gestore è la cooperativa Auxilium
con esperienze maturate nel C.A.R.A. [Centro Asssistenza Richiedenti Asilo] di Bari. Luogo dove i
migranti già soggetti a provvedimento di espulsione da parte del Prefetto vengono identificati,
prima di dar luogo all’allontanamento dal territorio nazionale, il C.I.E. di Ponte Galeria è il più
grande d’Italia e può ospitare fino a 364 persone ( a fine marzo erano presenti nella struttura 187
donne e 172 uomini), divise tra maschile e femminile (è previsto un piccolo reparto per i
transessuali, non ancora utilizzato). Circa l’85/90% degli uomini proviene dal carcere.
Per le caratteristiche del Centro, il Garante non può favorire iniziative su lavoro,
formazione e salute, come avviene per gli istituti penitenziari a fronte:
- del diverso interlocutore, ossia il Ministero degli Interni, con cui il Garante ha un rapporto
meno intenso rispetto agli organi del Ministero di Giustizia;
- dell’evidente diversità formale della situazione degli ospiti del C.I.E. rispetto ai detenuti,
essendo i primi prossimi al ritorno nel territorio di origine;
- dell’impossibilità di coinvolgere gli ospiti in attività formative di medio e lungo periodo
vista la precarietà della loro situazione giuridica.
Con questi limiti, il Garante con i suoi collaboratori non hanno fatto mancare la loro
presenza settimanale, accompagnata da una costante denuncia attraverso campagne di
sensibilizzazione per evidenziare lo stato di vita delle persone nel C.I.E. Le condizioni generali
sono peggiorate con l’entrata in vigore [agosto 2009], del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza"
che consente di trattenere la persona da 60 a 180 giorni, facendo del C.I.E. un carcere non
formalizzato. Il Garante è impegnato a segnalare al gestore casi gravi e sensibili, sanitari e non;
all’Ufficio Immigrazione della Questura vicende controverse relative al permesso di soggiorno. Per
il rilascio delle certificazioni mediche utili all’ente gestore per curare le persone vengono
interessate le direzioni sanitarie degli istituti penitenziari perchè molte persone presenti nel
C.I.E. provengono dalle carceri