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Formazione

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Interventi di formazione per i soggetti reclusi

Le attività formative rivolte a persone reclusepresentano delle caratteristiche particolari rispetto agli interventi formativi tradizionali, collegabili alla particolare condizione dei destinatari e della struttura carceraria ed in misura minore alle specifiche di realizzazione degli interventi finanziati.Innanzi tutto l’utenza potenziale di questi interventi presenta una enorme diversificazione per quanto riguarda sia ilivelli formativi in ingresso (da nessun titolo di studio alla laurea, con una prevalenza di persone con titoli di scuola dell’o bbligo) sia eventuali pregresse esperienze professionali (comprendenti professioni con bassa qualificazione fino a professioni ad elevato contenuto professionale ). Altro elemento fondamentale nella definizione di percorsi formativi per detenuti riguarda le specifiche condizioni di reclusioneche possono agevolare o impedire l’accesso a interventi formativi e/o aoccasioni occupazionali sia interni che esterni.

A fronte di questa realtà , gli interventi diformazione professionale finanziatapresentano alcune rigiditàstrutturali che, nel contesto carcerario, diventano dei reali impedimenti al migliore utilizzo di queste opportunità da parte dei destinatari reclusi. In particolare sarebbe interessante poter sviluppare, all’interno di percorsi formativi centrati sull’a cquisizione di competenze specifiche riferibili ad un preciso profilo professionale, anchecontenuti di tipo educativo (es. adeguamento delle competenze linguistiche e logiche) in modo da intervenire sulle cosiddettecompetenze di basee, soprattutto, trasversali; si trattadi tutte quelle competenze e abilità, personali e relazionali che si possono sintetizzare con la formula “ tenuta lavorativa”.

In questo senso la formazione, ponendosi in maniera diversa dal contesto educativo tradizionale, potrebbe recuperare eventuali carenze sia di conoscenze che di abilità fondamentali per un migliore inserimento lavorativo. In generale sarebbe opportuno poter predisporre percorsi professionalizzanti brevi, riconosciuti comunque con la qualifica professionale; inoltredovrebbe essere possibile realizzare attività anche per un ridotto numero di soggetti. Sarebbe importante per questo tipo di destinatari (soggetti a trasferimentie/o modifiche dello stato di reclusione) prevedere dei percorsi a moduli componibili, fruibili per intero o in parte a seconda degli interessi e/o delle competenze da acquisire e gestibili attraverso un sistema di crediti formativi (utilizzabili all’interno del sistema carcerario ma anche all’esterno ).

Per quanto riguarda le ricadute occupazionali sarebbe opportuno prevedere accordi con strutture produttive, già in fase di presentazione delle attività, con il coinvolgimento anche dell’i stituzione carceraria; inoltre sarebbe fondamentale prevedere, attraverso percorsi di accompagnamento al lavoro, un sostegno alla fase di inserimento occupazionale, sia finalizzati a sostenere l’inserimento in attività esterne alla situazione carceraria (per quelle persone che vi possono accedere o che terminano la pena) sia soprattutto per attività interne (per quelle persone che non possono usufruire di misure alternative o che hanno lunghe condanne).

In questo secondo caso è necessaria una figura di mediazione che possa fungere da intermediario tra le diverse situazioni (detenuti, istituzione carceraria, aziende interessate a commissionareincarichi), raccogliere eventuali commesse di lavoro, coordinare supportare i gruppi di lavoro. Si tratta di problematiche che investono in generale il settore della formazione professionale ma che nella situazione carceraria diventano discriminanti in quanto possono favorire l’accesso alla formazione ad un maggior numero di persone.

Altre Finalità

 

Sul tema della formazione, il Garante ha promosso, con l'impegno finanziario dell'Assessorato alla Formazione della Regione, attraverso il bando «Chance», un piano formativo in tutte le carceri per gli anni 2008/2009. Con Chance [Tabelle pagg.32/33] si è realizzato un intervento di sistema per la sperimentazione di un modello formativo, in grado di rispondere alle esigenze di adeguamento professionale di un'utenza adulta in situazione di disagio, cercando al tempo di supportare il sistema carcerario nei compiti di recupero e riabilitazione connessi con l'esperienza detentiva. In questo senso si è cercato di rispondere alla necessità, rilevata dalle stesse Direzioni penitenziarie, di modellare interventi formativi in base alle caratteristiche dell'utenza reclusa, in grado di indirizzare gli allievi verso ambiti professionali e lavorativi immediatamente fruibili all'uscita dal carcere. Grande attenzione è stata dedicata ai percorsi di accompagnamento al lavoro esterno. Attraverso lo strumento dei tirocini formativi abbiamo inserito 58 ex detenuti in altrettante realtà produttive e commerciali esterne al carcere. Nell'organizzazione delle attività sono stati coinvolti anche il Provveditorato per l'A mministrazione Penitenziaria del Lazio e le quattordici Direzioni carcerarie. Il bando, pur nella sua complessità, ha dato decisamente un esito positivo sia per il numero dei soggetti coinvolti, che per il valore degli interventi formativi realizzati e non ultimo per la partecipazionee l'i nteresse manifestato da tutti i partecipanti. 
 
Sul finire del 2008 è iniziato il corso di alfabetizzazione informatica nell’Istituto minorile di Casal del Marmo e il corso di formazione in agricoltura ecocompatibile gestito dalla C.I.A. presso la Casa circondariale Rebibbia Nuovo Complesso che ha coinvolto circa venti detenuti e, cosa più importante, sette di questi sono usciti dal carcere per lavorare con cooperative sociali e aziende impegnate nell’agricoltura sociale. Tuttavia, usufruire delle misure alternative per essere inseriti nel mondo del lavoro, nonostante il legislatore ne preveda la possibilità non è facile. Spesso non ci sono le condizioni organizzative per conciliare le diverse esigenze. In questo senso il Garante promuove tutte le iniziative in grado di sollecitare le istituzioni carcerarie e la magistratura affinchè l’istituto  delle pene alternative sia adottato nella giusta misura.

Il coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali è di fondamentale importanza e utilità per individuare professioni spendibili che consentano di trovare lavoro all’e sterno ed il protocollo d’i ntesa siglato con FORMEDIL [Formazione Maestranze Edili] e la Confederazione Italiana Agricoltori ha come obiettivo proprio questo.

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