Il lavoro e la formazione secondo l’Ordinamento Penitenziario, sono i cardini
su cui poggia il processo di reinserimento sociale dei detenuti. La validità e l’efficacia di tali
strumenti, tuttavia, vanno misurate in un campo specifico di applicazione che si sviluppa lungo due
direttrici.
Da una parte l’attività intramuraria, svolta negli istituti penitenziari, dall’altra le
attività esterne come misura alternativa alla detenzione. Lungo questi filoni si sviluppano ipotesi
di percorsi personali che, in diverse forme, possono sostenere il cambiamento e facilitare il
reinserimento nella società, in una ottica di valorizzazione delle capacità personali e
professionali. Purtroppo questa scelta ancora, nelle carceri, non trova una soddisfacente
realizzazione secondo quanto consentono le norme legislative.
La maggior parte dell’offerta di lavoro intramurario si caratterizza, infatti, per la bassa
professionalità e la precarietà che, piuttosto che offrire un’occasione di riscatto, si connota
come “ammortizzatore delle tensioni interne” finalizzata all’ordinaria manutenzione dell’i stituto.
Altro tema è il riconoscimento delle abilità acquisite sul campo (ad esempio gli operatori
socio sanitari, i tecnici per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, gli operatori per la
raccolta differenziata, gli istruttori di educazione motoria, ecc.) che necessitano di una
formazione più specifica e certificata, utile per migliorare le condizioni di vita nel carcere e,
altempo stesso, entrano nel bagaglio personale e professionale spendibile nel mercato del
lavoro.
Il Garante individua la necessità di diffondere e promuovere pratiche
che:
- modernizzano gli istituti penitenziari, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie;
- potenziano le competenze acquisite dai detenuti sul campo attraverso il riconoscimento delle
qualifiche professionali.
I progetti
È opportuno citare solo alcuni dei progetti con i quali siamo riusciti a diversificare l’o
fferta lavorativa all’interno delle carceri:
-
l’informatizzazione degli atti dell’Assessorato ai Trasporti con il
coinvolgimento di otto detenuti regolarmente assunti dalla cooperativa sociale Sintax Error,
realizzato con la Provincia di Roma presso la Casa Circondariale di Civitavecchia, va avanti da
circa due anni;
-
la “fabbrica” di infissi in alluminio nel carcere di Rebibbia Reclusione che
impiega cinque detenuti assunti dalla cooperativa sociale Pantacoop., produce manufatti di qualità
che trovano collocazione e vendita sul mercato;
-
la produzione ed il confezionamento dei pasti presso il carcere di Rebibbia
Reclusione, impiega quattro detenuti regolarmente assunti dalla Sintax Error.
In collaborazione con la Provincia di Roma, nei mesi successivi alla legge
sull’indulto, il Garante ha partecipato al progetto P.A.R.I. [Programma Azione per il Reimpiego di
lavoratori svantaggiati]. Dopo le prime difficoltà, riconducibili a una mancanza di programmazione
antecedente alla legge, l’intervento è proseguito con il progetto ministeriale «ItaliaLavoro» dal
giugno 2007 ad aprile 2009. Al progetto hanno partecipato: aziende private, istituzioni
pubbliche quali province e i comuni e importanti associazioni di volontariato.
L’ufficio del Garante ha attivato un servizio di informazione e ricerca dei potenziali candidati,
da orientare e sostenere nella compilazione delle domande di partecipazione. La stessa esperienza è
in corso grazie al progetto «Lazio on the job» promosso dall’Assessorato al Lavoro della Regione,
con incentivi per i tirocinanti e alle aziende che assumono.
SCHEDA PROGETTO
AUTOSTRADE PER REBIBBIA
Nell’insieme delle offerte lavorative, una attenzione particolare va al
progetto “ telelavoro – Autostrade per Rebibbia” avviato nel luglio 2005. È una esperienza di
avanguardia che, patrocinata dal Garante e con la partecipazione del Gruppo Autostrade per l’Italia
e la cooperativa sociale Pantacoop, rientra nel programma «lavoro ai detenuti» promosso dal
Ministero di Giustizia che oggi impiega dieci detenuti della sezione di Alta Sicurezza di Rebibbia
Nuovo complesso. In carcere è allestita una sala di telelavoro dove i detenuti elaborano i dati
delle targhe automobilistiche per le quali è stato riscontrato il mancato pagamento del pedaggio.
In turni di 4 ore i detenuti su pc collegati a un server interno installato da Autostrade per l’I
talia, visualizzano le foto e registrano i numeri di targa non risultati attendibili alla lettura
automatica.
La privacy è assicurata dall’assenza di informazioni sul luogo e ora di
transito e dalla distruzione delle foto al termine della seduta di lavoro. Grazie al livello di
competenza acquisita vengono trattati 26.000 dati quotidianamente. Dal 1°marzo 2006 un detenuto
della casa circondariale di Rebibbia è entrato a far parte del Gruppo Autostarde con un rapporto di
lavoro subordinato. L’a ssunzione è avvenuta al termine di una selezione tra un gruppo di detenuti
della Casa Circondariale. Il lavoratore al mattino si reca presso la sede della società, per far
ritorno in carcere al termine della giornata lavorativa.
FORMAZIONE
E LAVORO PER NUOVE
OPPORTUNITÀ
MICROCREDITO
Quale strumento di lotta alla povertà e alla esclusione sociale è stato
istituito con legge regionale n.10/2006 il Fondo per il Microcredito. È uno strumento destinato
alla realizzazione di programmi di microprestiti che consentano lo sviluppo della partecipazione e
della solidarietà a favore di categorie svantaggiate, con particolare attenzione alle persone
escluse dal circuito di credito tradizionale come appunto gli ex detenuti e i propri familiari
(soggetti
c.d. “non bancabili”). Il progetto è unico nel suo genere in Itali. Il Garante
ha un rappresentante nel Comitato tecnico di gestione ed è operatore territoriale di diritto per
gli interventi riguardanti i detenuti e gli ex-detenuti:
- raccoglie e indirizza le esigenze dei potenziali beneficiari;
- accompagna i beneficiari presso gli istituti bancari convenzionati;
- cura i rapporti con i beneficiari, per un regolare rimborso dei crediti.
Questo strumento finanziario è stato pensato per una sostenibilità fondata su
un principio etico e non speculativo. A tal fine gli utenti sono stati informati e sensibilizzati
sulle responsabilità personali e sociali che l’erogazione del prestito comporta. Il prestito viene
concesso per la validità e la sostenibilità del progetto e non sulla base di garanzie reali.
Al 30 giugno del 2009sono stati concessi 82 finanziamenti a fronte di 159
richiedenti e delle oltre 250 persone con le quali si è avuto un contatto. Molti di coloro che si
sono rivolti all’u fficio del Garante non rientravano nei criteri oggettivi previsti per la
concessione del finanziamento:
non residenti nel Lazio, non muniti di permesso di soggiorno, ex detenuti da
più di 24 mesi. Hanno avuto accesso ai finanziamenti 13 donne, circa il 15% del totale.