“L’osservatorio regionale permanente”
Dal luglio del 2008 il Garante ha sostenuto e posto ai referenti regionali, la costituzione
«dell’Osservatorio regionale permanente sulla sanità penitenziaria». L’Osservatorio, previsto dal
DPCM del primo aprile 2008 in attuazione del Dlgs 230/99, ribadisce il diritto per il cittadino
detenuto ad avere gli stessi livelli e standard di assistenza sanitaria, cura e prevenzione
previsti dalla Costituzione italiana. A tal fine viene monitorata l’applicazione dei contenuti
della riforma che prevede il passaggio dal sistema sanitario penitenziario al sistema sanitario
regionale delle Asl. Il passaggio complesso e delicato riguarda oltre la cura dei detenuti
anche i rapporti di lavoro del personale, il trasferimento delle attrezzature sanitarie in adeguati
locali negli Istituti Penitenziari dove saranno svolte le attività infermieristiche e le cure
destinate alla popolazione detenuta e al personale civile. Questo cambiamento ha svelato in modo
drammatico alcune realtà che il Garante ha più volte evidenziato, per esempio, l’obsolescenza di
quasi tutti i macchinari e presidi sanitari destinati alle cure dei detenuti o la non conformità
alle leggi vigenti (sale raggi X chiuse al penale di Roma, assenza o chiusura di gabinetti
odontoiatrici a Civitavecchia e Velletri, ecc.).
“Protocollo A.S.P.”
La cura dei denti, la prevenzione orale e la conseguente domanda di protesi
sono state alcune delle prime domande a cui si è cercato di dare una risposta. Una premessa utile
da sapere è che nello stato di salute del 2005, sempre a cura del DAP, il deficit della
masticazione risulta al secondo posto tra le patologie maggiormente diffuse con un tasso di
frequenza del 21,54% pari a 17.982 persone. Se a questo aggiungiamo le patologie correlate come:
deficit gastrointestinali (9.10% con 10.670 persone), ipertensione, diabete, sedentarietà, si
comprende la dimensione del problema.
Per questo l’ufficio del Garante ha cercato soluzioni anche innovative, come inserire i
detenuti tra la popolazione socialmente svantaggiata e particolarmente fragile. In questo modo,
grazie ad un progetto di odontoiatria sociale già finanziato dalla Regione Lazio e con uno
specifico protocollo firmato tra l’Agenzia di Sanità Pubblica, Provveditorato Regionale dell’A
mministrazione Penitenziaria e il Garante, è stato possibile sottoporre la popolazione della
CR Rebibbia Penale ad un progetto per rilevare patologie orali e per offrire una riabilitazione
protesica dentaria a soggetti edentuli con un controllo a distanza (due visite di follow-up a
distanza di un mese e sei mesi dell’impianto della protesi).
Il progetto ha avuto una pubblicizzazione nella CC Rebibbia Penale. La visita preliminare ha
coinvolto 220 detenuti su un totale di 311, con una percentuale pari al 70,7%. Questo dimostra
quale sia la percezione da parte dei detenuti dell’importanza della salute orale (attestatasi nel
tempo su una percentuale pari al 68% del totale della popolazione carceraria).
Le protesi prodotte sono al momento che scriviamo 57. Si può facilmente immaginare come sia
cambiata la qualità della vita per queste persone.
“Protocollo S.I.M.O. (Società Italiana Maxillo Odontostomatologica)”
è la conseguenza quasi fisiologica del discorso appena accennato. Da contatti avuti con
la Società Medica in questione si è proposto al Provveditorato Regionale del Lazio di portare,
negli Istituti penitenziari della Regione che ne facevano richiesta, delle odontoambulanze, ossia
dei laboratori mobili completi, climatizzati, con un vero e proprio studio odontoiatrico, attrezzi
per piccoli interventi chirurgici e sterilizzatori di ultima generazione, come l’ortopantomografo
digitale che consente di effettuare ortopanoramiche. Questo permette a tutta la popolazione
ristretta, ma anche agli operatori penitenziari che ne fanno richiesta, di sottoporsi a visite
mediche per la prevenzione orale. Dal marzo 2006 ed attualmente, le ambulanze si recano con cadenza
periodica negli istituti penitenziari di Velletri, Latina, Cassino, Rebibbia Femminile. Stanno per
partire le visite a Viterbo e Rebibbia Penale nella sezione dei collaboratori di giustizia.
Anche in questo caso, l’attività si svolge in coordinamento con il personale medico dell’Istituto e
con gli specialisti presenti.
Vista la rilevanza del problema (per il numero delle persone coinvolte, per l’aspetto
sanitario e per il miglioramento della qualità della vita), stiamo lavorando a sensibilizzare Enti
Pubblici e privati, ma anche il D.A.P., per provvedere a fornire altre protesi dentarie.
“Triage Cardiac”
Il Garante ha ritenuto di dover dotare di questa attrezzatura 6 istituti penitenziari della
Regione Lazio. La sofisticata apparecchiatura in oggetto è attualmente in dotazione alle Direzioni
Sanitarie degli Istituti Penitenziari di NC Rebibbia, NC Civitavecchia, Velletri, Viterbo,
Frosinone e Regina Coeli.
Lo strumento permette di prevenire tutte quelle patologie cardiache, sintomi di infarto,
dolore al petto, ischemie, con un tempo di attesa di circa 10 minuti. L’aspetto della prevenzione,
l’aiuto alla diagnosi e la diminuzione dei tempi di attesa è evidente.
Oltre alla fornitura del materiale, la società produttrice dello strumento ha provveduto ad
istruire adeguatamente e periodicamente il personale sanitario all’uso dell’a
pparecchio.
“Il corso C.I.C.O”
è stato un progetto in collaborazione tra P.R.A.P. del Lazio, Terzo Settore
e Garante Regionale per creare sinergie e punti di incontro, attraverso una serie di lezioni,
seminari, visite e scambi di esperienze volte ad uniformare e a garantire il contemporaneo
perseguimento delle esigenze proprie dell’attività sanitaria e quelle di sicurezza a carico della
Polizia Penitenziaria, nelle due strutture protette del Sandro Pertini e Ospedale Belcolle di
Viterbo.
In questa prospettiva il Garante, ha proposto un corso di formazione all’esame dell’A
ssessorato alla Formazione per la trasformazione dei cosiddetti piantoni ( detenuti che all’interno
del carcere , lavorano, con funzioni spesso delicate come accudire o provvedere a bisogni di altri
detenuti malati o con deficit), in figure professionali riconosciute dalla Regione, di O.S.S.
(Operatore Socio Sanitari). Corso che si avvale della collaborazione scientifica dell’Istituto San
Gallicano di Roma e dell’E.N.A.I.P Lazio.
“Attività di Prevenzione”
Con la collaborazione iniziale del personale dell’ASL RM/B, Dipartimento
Prevenzione della Medicina Penitenziaria, ma con il coinvolgimento graduale di ONLUS
(S.I.M.S.Pe.), Ospedali (Istituto San Gallicano di Roma), Ordine degli Psicologi del Lazio, con cui
il Garante ha sottoscritto in questi mesi dei protocolli, si stanno producendo e si sono già
distribuiti opuscoli informativi su temi di grande interesse sanitario: Epatiti, Tubercolosi,
H.I.V., nuovi giunti (ossia persone spesso di giovane età oppure comunque alle prime esperienze
detentive).
In particolare l’opuscolo sulle epatiti è stato distribuito in oltre 2000 copie. La
distribuzione è stata l’occasione di incontri con i detenuti e con il personale sanitario presente
negli istituti. Si sta cercando di tradurre il materiale in più lingue per arrivare anche ai
detenuti stranieri ristretti nella Regione.
Ritengo fondamentale che in ogni Istituto ci siano spazi, luoghi dove sia possibile per i
medici, psicologi, nel rispetto della privacy, effettuare colloqui con le persone, custodire le
cartelle cliniche, creare quel “setting terapeutico” fondamentale quando si parla per esempio di
nuovi giunti, di minori o di giovani adulti. Rilevo quindi le difficoltà esistenti in molti
Istituti Penitenziari per adulti e nel minorile di Roma.
Il Garante poi aderisce al Forum Nazionale per il diritto alla Salute in carcere e l’a
pplicazione del decreto legislativi n°230 e specifica che tra le iniziative nazionali attuate
c’è stato un convegno tenutosi alla Regione Lazio il 27 gennaio 2006 per una verifica degli
adempimenti correlati all’applicazione del decreto in oggetto in tema di trasferimento al Sistema
Sanitario Regionale dell’assistenza ai tossicodipendenti detenuti.
Altro aspetto dell’attività tesa alla tutela della salute è la promozione del “Gruppo di
lavoro per la tutela della salute dei detenuti”, istituito nel marzo 2006 presso l’Assessorato alla
Salute della Regione Lazio con funzioni di supporto tecnico specialistico, al fine tra l’altro di
valutare eventuali proposte di modifiche normative, di monitorare i bisogni dei detenuti, di
promuovere l’applicazione dei livelli essenziali di assistenza (L.E.A.) negli Istituti di Pena e
sollecitare la creazione di strutture socio-sanitarie per quelle persone che potrebbero usufruire
di misure alternative alla detenzione.
In questo contesto si ricorda l’attività di monitoraggio, compiuta all’interno della
commissione, per la verifica dell’assistenza sanitaria nelle ASL della Regione su cui insistono le
carceri, per garantire la continuità assistenziale e terapeutica e l’erogazione dei farmaci
salvavita (cosiddetti antiretrovirali) ai detenuti malati di H.I.V. Attività che ha coinvolto
direttamente il Garante e che ha portato alla firma di un protocollo di assistenza e cura tra
l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, P.R.A.P. e Regione Lazio.
In occasione del recente provvedimento di indulto, poi, la Commissione ha proposto una serie
di misure, al fine di garantire la continuità terapeutica ai detenuti in via di liberazione (è il
caso ad esempio dei soggetti in cura presso i DSM, i Ser.T., e dei Malati di HIV).