Le associazioni di vario genere possono svolgere attività in carcere, hanno un ruolo molto
importante sia dentro gli istituti penitenziari che fuori, nella società. Esse, come soggetti
attivi dell’azione sociale, svolgono attività di vario genere (culturale, di mediazione
interculturale, sportiva, ricreativa, assistenziale, etc) e allo stesso tempo, grazie alla
partecipazione della comunità esterna alla vita penitenziaria e all’apertura di luoghi esterni alle
iniziative nate all’interno delle carceri, contribuiscono fortemente ad una riduzione delle
distanze, fisiche e mentali, che separano il carcere dal territorio e dalla società
esterna in generale.
Uno degli obiettivi è sicuramente il miglioramento delle condizioni di vita all’interno degli
istituti penitenziari, apportando risorse non soltanto materiali ma anche e soprattutto
umane, nonché un importante aiuto al reinserimento del singolo nella società (si pensi per esempio
alle comunità terapeutiche per tossicodipendenti). Gli operatori delle associazioni entrano
negli istituti penitenziari che grazie all’art.17 e 78 della legge 354/75.
Un cenno a parte meritano i circoli all’interno delle carceri poiché, dove presenti,
svolgono un ruolo di mediazione, informazione e facilitazione per diverse questioni: dalla
presentazioni delle istanze alla promozione attività ricreative. Oltre a creare uno spazio di
socializzazione utile a contrastare l’alienazione spesso prodotta dallo stato di detenzione.
Arte Studio
A Buon Diritto
Antigone
A Roma Insieme
Associazione Naz. Carcere e Comunità
La Bulla
Comunità di Sant'Egidio
Fondazione Villa Maraini
Ristretti Orizzonti
ARCI Ora d'Aria
Coordinamento Naz. Giuristi Democratici
Vic Caritas