(Roma 28 luglio) - Un detenuto romeno di trent’anni, D.V. ha tentato di
togliersi la vita impiccandosi, con lacci e lenzuola, alle sbarre della sua cella. Soccorso da
compagni di cella e dagli agenti di polizia penitenziaria l’uomo è stato ricoverato, in gravi
condizioni, all’ospedale del capoluogo ciociaro. L’episodio - avvenuto ieri pomeriggio - è stato
reso noto dal
Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.
A quanto appreso dai collaboratori del Garante, l’uomo era un “
nuovo giunto”, essendo arrivato in carcere a Frosinone sabato scorso (24 luglio). Ieri,
sembra dopo aver sostenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al magistrato, è tornato nella sua
cella e, approfittando di un momento in cui era da solo, si è impiccato alle sbarre della
cella.
Ad accorgersi di quanto accaduto il compagno di cella che ha subito dato l’a
llarme. Ggli agenti di polizia penitenziaria accorsi hanno immediatamente praticato il massaggio
cardiaco prima che un’ambulanza del 118 lo trasferisse in ospedale.
L’uomo, che non ha ancora ripreso conoscenza, è ricoverato in gravi condizioni
nel reparto rianimazione dell’ospedale del capoluogo ciociaro.
Nel carcere di Frosinone, a fronte di una capienza regolamentare di 325
posti, sono attualmente reclusi 516 detenuti.
«
Al di là dei motivi personali che hanno spinto quest’uomo a compiere un gesto così tragico
-
ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni –
l’episodio
conferma il clima di precarietà e di tensione che si respira nelle carceri della regione,
sovraffollate oltre ogni il limite. Al sovraffollamento, alla fatiscenza della strutture, alle
carenze di risorse economiche ed umane si aggiungono anche le difficoltà tipiche del periodo
estivo, con il caldo e la riduzione delle attività di socializzazione e supporto.
Non mi stancherò mai di denunciare che, dopo episodi come questo che ormai si susseguono
in ogni parte d’Italia, e i continui allarmi lanciati da chi vive ogni giorno il carcere, è
necessario riflettere su un sistema che sta diventando sempre più un’emergenza sociale».