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Carceri: ora nelle mancano anche i prodotti per l'igiene intima

3 agosto 2010
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(Roma, 03 agosto) - Si fa sempre più difficile la vita quotidiana all’interno delle 14 carceri della Regione Lazio. Lo denuncia il Garante dei diritti dei detenuti Angiolo Marroni secondo cui « ormai nelle celle, oltre ai problemi legati al sovraffollamento e al caldo estivo, si soffre anche perché iniziano a scarseggiare i beni di prima necessità come, ad esempio, saponi e quant’a ltro necessario alla cura dell’igiene intima».
 
Nel Lazio i reclusi sono circa 6.200, oltre 1.600 in più rispetto alla capienza regolamentare.
 
Nelle carceri di Cassino e di Civitavecchia i detenuti hanno raccontato ai collaboratori del Garante che sono ormai finite le scorte di carta igienica. Sempre a Cassino mancano ormai da giorni i prodotti per l’igiene intima forniti dall’amministrazione penitenziaria.
 
Ma in quasi tutte le strutture della Regione si registrano problemi legati alla carenza di materiale di uso quotidiano, di scarsa igiene, con docce insufficienti e temperature altissime.
 
La situazione è leggermente migliore nell’Istituto di Velletri ma solo perché, grazie ad un accordo raggiunto dalla Caritas locale, è una importante multinazionale che ha uno stabilimento in zona a fornire gratuitamente ai detenuti i prodotti per l’igiene intima.
 
Secondo un recente studio, il costo medio giornaliero di ogni detenuto per l’Amministrazione penitenziaria è, oggi, di € 113 contro i 152 del 2008. Di questi € 113, l’85% servono a pagare il personale, il 6% per cibo, l’igiene, assistenza e istruzione dei detenuti, il 10% per la manutenzione e il funzionamento delle carceri.
 
« Abbiamo il timore - ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - che questa situazione, unita alla calura estiva e al sovraffollamento sempre più pesante, possa portare ad un peggioramento delle condizioni sanitarie nelle carceri, visto che la carenza di igiene personale fa aumentare, in parallelo, il rischio che aumentino i focolai di malattie da contatto, come la scabbia. Per questi motivi già nelle scorse settimane abbiamo contattato le direzioni delle carceri per suggerire l’adozione di alcune semplici misure per migliorare la vita di tutti i giorni come aumentare l’accesso alle docce e garantire la distribuzione di acqua potabile».

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