(Frosinone, 06 agosto) - E’ morto per arresto cardiaco ieri pomeriggio, nella
sua cella della sezione per tossicodipendenti del carcere di Frosinone. La notizia del settimo
decesso in un carcere della regione nel 2010 (di cui due per suicidio) è stata diffusa dal
Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.
La vittima si chiamava Mauro M.
E’ il secondo decesso per malattia che si verifica, dall’inizio dell’anno, a
Frosinone. Il 20 maggio scorso era morto per un attacco di cuore, fra le braccia del fratello con
cui divideva la cella, un uomo di 32 anni. Lo scorso 28 luglio, invece, gli agenti di polizia
penitenziaria e i detenuti avevano salvato un recluso romeno che aveva tentato di
suicidarsi.
Secondo i collaboratori del Garante la vittima, di cui ancora non è stata resa
nota l’età, era tossicodipendente, malato di Hiv ed epatite ed era sottoposto a terapia
psichiatrica.
Il suo corpo senza vita è stato scoperto intorno alle 17.00 di giovedì
pomeriggio. La causa del decesso, secondo le autorità sanitarie del carcere, sarebbe un arresto
cardio-circolatorio. L’infermeria dell’Istituto di Frosinone è dotata di un defibrillatore
semi-automatico. Questo strumento salvavita, a quanto appreso dal Garante, sarebbe però
inutilizzabile perché avrebbe le batterie scariche e le placche scadute.
La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa all’interno del carcere
ciociaro dove, a fronte di una capienza regolamentare di 325 posti, i ristretti superano le
cinquecento unità.
«
Probabilmente la morte per cause naturali di quest’uomo non farà gridare allo scandalo contro
il sovraffollamento e le precarie condizioni di vita nelle carceri italiane
- ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni -
ma per l’ennesima volta invito tutti quanti a chiedersi se fosse davvero il carcere, e non una
struttura esterna adeguata, la soluzione migliore per una persona in quelle condizioni di
salute ».