(Roma, 02 settembre) - Nel Lazio, nel corso di quest’anno, sarà tagliato il
30% dei fondi destinati al funzionamento e alla manutenzione delle 14 carceri della regione. La
denuncia è del
Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni che ha invitato il capo
del Dap Franco Ionta e quello del Prap Angelo Zaccagnino «
ad intervenire per evitare ulteriori aggravamenti non solo della condizione di vita dei
detenuti ma anche della qualità del lavoro di tutte le componenti che operano nelle
carceri».
Nel dettaglio, secondo le informazioni del Garante, nel 2010
vengono tagliate del 25% le spese di mantenimento del carcere, vale a dire un
quarto del budget destinato ai detenuti lavoranti (la cosiddetta
mercede). «
Ciò significa -
ha detto Marroni -
che saranno ridotte le ore destinate alle pulizie e alla manutenzione degli istituti già
fatiscenti. Inoltre, saranno sacrificate le ore dei detenuti “spesini” e scrivani, degli addetti
alla cucina e alle biblioteche e ai piantoni nelle infermerie».
Il dato generale del Prap del Lazio vede per quest’anno una
riduzione complessiva dei trasferimenti del 30% che segue il dato già negativo del
2009.
Il tutto a fronte di una crescita annua del 6,7% dei detenuti in Italia. Un
dato, questo, che quasi si raddoppia nel Lazio, con un incremento della popolazione detenuta dell’1
1,5% annuo (650 unità) e un aumento considerevole del fabbisogno finanziario, che creerà uno
sbilanciamento di circa € 1.500.000 stimato a fine anno.
A Rebibbia N.C. il fabbisogno finanziario è cresciuto del 14 %, a Rebibbia
Reclusione del 4%, a Frosinone del 10%, a Rieti del 73%, a Paliano dell’8%.
«
Per rientrare nei budget -
è l’allarme lanciato dal Garante -
gli istituti saranno costretti a ridurre tutte le attività trattamentali e quelle scolastiche e
formative, il sostegno psicologico, la mediazione culturale e i progetti».