Istituto penale minorile Casal del Marmo

Ubicazione e Caratteristiche

UbicazioneVia Giuseppe Barellai, 140 – 00135 Roma
Tel 06 303301 – Fax 063387525
e-mail: ipm.roma.dgm@giustizia.it
pec: ipm.roma.dgm@giustiziacert.it

Caratteristiche

Casal del Marmo nasce come casa di rieducazione e Istituito di Osservazione nel 1964, trasformato poi in Carcere Minorile nel 1975. L’IPM Casal del Marmo si estende su una superficie di 12.000 mq di terreno su cui si trovano tre palazzine detentive più una serie di altri spazi adibiti alle attività culturali, ricreative e sportive nonché un plesso in cui sono ubicati gli uffici e i locali sanitari.

L’istituto è in grado di ospitare nella palazzina femminile 24 persone e nelle due palazzine maschili (una destinata ai giovani adulti, l’altra ai minorenni) un totale di 45 persone.
Al fine di realizzare la più adeguata efficienza gestionale ed operativa, l’Istituto Penale è organizzato secondo aree, nelle quali si raggruppano, per omogeneità di competenza, le sue attività.

Servizio trasporto urbano/extraurbano

Trenino Fr3, fermata San Filippo Neri

Alcuni anni fa è stata soppressa la linea autobus che portava dal treno all’istituto.

La direzione ha interessato i garanti, regionale e comunale, e direttamente l’azienda Atac sulla questione della mancanza di linee autobus che arrivino fino all’istituto, nonché adesso anche al Centro di giustizia minorile (Cgm), trasferitosi nei locali della ex scuola di formazione. Tutte le linee si fermano al San Filippo Neri.

 

 

Articolazione interna

Sezioni

Tre palazzine separate: femminile; maschile minorenni; maschile giovani adulti.

In ogni palazzina è presente la mensa. I ragazzi consumano i pasti tutti insieme, il cortile, la lavanderia e la sala ricreativa.

Per quanto riguarda la nuova indicazione normativa che prevede l’ulteriore separazione tra imputati e condannati, le nuove linee di indirizzo per l’attuazione del decreto 121/2018 specificano che nei casi in cui non sia possibile realizzare tale separazione, per motivi strutturali dell’Istituto o per evitare rischi di eccessivo isolamento dei detenuti, si dovrà dare la precedenza alla divisione per età, piuttosto che per posizione giuridica, che può essere garantita anche solo nelle camere di pernottamento.

Palestra

Una all’interno della ‘palazzina attività’ in buono stato di manutenzione.

Una sala fitness bene attrezzata.

Teatro

Un piccolo teatro all’interno della ‘palazzina attività’.

Spazi dedicati all’attività esterna

Un campo da calcio.

Un campo da basket – eseguite opere di risistemazioni ma non adeguate, per questo il campo risulta inagibile, viene utilizzato solo in casi eccezionali.

Un cortile per ogni palazzina utilizzato liberamente negli orari di apertura dei ragazzi.

Una palazzina attività con aule scolastiche e per attività culturali e formative; teatro, palestra.

Una cucina attrezzata per corso pizzeria.

Un locale pasticceria.

Una falegnameria.

Un locale sartoria.

 

Amministrazione

Direttore: Nadia Cersosimo

Area giuridico pedagogica

Dieci educatori, su 20 previsti, due dei quali svolgono funzioni di coordinamento e segreteria, e non hanno, quindi, in carico alcun detenuto.

Area amministrativa

Otto unità

 

Polizia penitenziaria

Comandante: Sabina Colacicchi

 

Tribunale di Sorveglianza Ufficio di Roma

Magistrati:

  • Dott. Manfredonia lettere H  D  N  O  R
  • Dott. Falzone lettere S  B  G  I  K  L  P  T  V  Z + affari generici
  • Dott.ssa Gaviano lettere A  C  F  M  Y  J  E

 

USSM

Ufficio territoriale di Roma

 

Rilevazioni

Struttura delle camere di pernottamento palazzina 233, maschile minorenni
  • Presenza doccia: Si
  • Presenza lavabo e water (specificare se a vista o no): Presenti, non a vista
  • Acqua calda: Disponibile, attraverso l’utilizzo di un boiler
  • Luce naturale/artificiale: Impianto elettrico non a norma. Le finestre sono oscurate da pesanti scuri, che in molti casi restano chiusi lasciando la camera quasi al buio, con la sola luce elettrica fornita da una lampadina appesa al soffitto.
    Le lampadine delle camere e dei locali ad uso comune restano accese tutta la giornata.
  • Ventilazione/areazione: Finestre rotte in molte camere e nei locali ad uso comune
  • Riscaldamento: Non risultano esserci problemi di riscaldamento
  • Spazio minimo a disposizione per detenuto: Regolamentare. Di norma le camere sono strutturate per due/tre detenuti. Al piano terra, le due stanze destinate ai regimi sanitari sono state trasformate in ordinarie. Non esistono stanze di isolamento o celle lisce.
    Tre stanze sono state destinate a eventuali isolamenti o quarantene per prevenzione del contagio da Covid-19.
  • Decoro: Ditta di pulizia esterna per gli spazi comuni delle palazzine + alcuni detenuti lavoranti a ciclo di 15 giorni. I ragazzi si puliscono autonomamente le proprie camere. È necessario realizzare importanti operazioni di ristrutturazione. Gli arredi sono scarsi e essenziali, si riesce ad intervenire in caso di bisogno grazie al lavoro della falegnameria interna.
    La lavatrice è rotta da mesi, pur essendo state aggiustate diverse volte. È stata fatta richiesta per macchine professionali, che possano reggere un utilizzo massiccio.
  • Sale Culto: Non presenti. Le funzioni sono svolte nelle salette adibite ai colloqui con gli avvocati
  • Ministri Culto: Disponibili per ogni culto religioso, su richiesta dei ragazzi e selezionati da appositi albi
  • Presenza medica e paramedica nelle 24 H: Garantita per 12 ore giornaliere. Medici del servizio di continuità assistenziale per le ore notturne.
  • Area esterna:
    Tempo permanenza area esterna (non meno di 4 ore al giorno): I ragazzi possono svolgere attività nelle fasce orarie dalle ore 8,50 (dopo colazione e sistemazione della propria camera) alle 12,10 (orario pranzo) e dalle 15,30 alle 18,30 (rientro per la cena).
    All’interno di queste fasce l’attività, quando non programmata, è libera e può svolgersi in palazzina o nei cortili.
    Attività area esterna: Esclusivamente le attività previste nella palazzina attività e nei laboratori esterni. Ridotte al massimo a causa della carenza del personale di sicurezza, soprattutto nelle ore pomeridiane
Struttura delle camere di pernottamento palazzina 230, maschile maggiorenni
  • Presenza doccia: Presenti nelle camere di pernottamento.
  • Presenza lavabo e water (specificare se a vista o no): Presenti, non a vista.
  • Acqua calda: Disponibile, attraverso l’utilizzo di un boiler.
  • Luce naturale/artificiale: Impianto elettrico non a norma. Previsti e già finanziati i lavori di ristrutturazione, con inizio il 1 marzo 2021. Le finestre sono oscurate da pesanti scuri, che in molti casi restano chiusi lasciando la camera quasi al buio, con la sola luce elettrica fornita da una lampadina appesa al soffitto.
    Le lampadine delle camere e dei locali ad uso comune restano accese tutta la giornata
  • Ventilazione/areazione: Finestre rotte in molte camere e nei locali ad uso comune.
  • Riscaldamento: Non risultano esserci problemi di riscaldamento.
  • Spazio minimo a disposizione per detenuto: Regolamentare. Di norma le camere sono strutturate per 2/3 detenuti, ma sono presenti camere singole. 3 stanze sono state destinate ad eventuali isolamenti o quarantene per prevenzione del contagio da covid-19.
  • Decoro: Ditta di pulizia esterna per gli spazi comuni delle palazzine + alcuni detenuti lavoranti a ciclo di 15 giorni. I ragazzi si puliscono autonomamente le proprie camere. La palazzina versa in condizioni di fatiscenza gravissime. I blindi sono rotti e alcune finestre sono cadute. Gli arredi sono scarsi e essenziali, si riesce ad intervenire in caso di bisogno grazie al lavoro della falegnameria interna. La lavatrice è rotta da mesi, pur essendo state aggiustate diverse volte. È stata fatta richiesta per macchine professionali, che possano reggere un utilizzo massiccio.
    È stato chiuso lo spazio dell’aria per via di profonde crepe sui muri esterni e interni. Da un sopralluogo tecnico del Dipartimento sembra sia emerso che non ci sarebbero pericoli di crollo. All’interno, da quel lato, ci sono le salette dove vengono svolti i colloqui con gli operatori.
  • Sale Culto: Non presenti. Le funzioni vengono svolte nelle salette adibite ai colloqui con gli avvocati.
  • Ministri Culto: Disponibili per ogni culto religioso, su richiesta dei ragazzi e selezionati da appositi albi.
  • Presenza medica e paramedica nelle 24 H: Garantita per 12 ore giornaliere. Medici del servizio di continuità assistenziale per le ore notturne.
  • Area esterna:
    Tempo permanenza area esterna (non meno di 4 ore al giorno): I ragazzi possono svolgere attività nelle fasce orarie dalle 8,50 (dopo colazione e sistemazione della propria camera) alle 12,10 (orario pranzo) e dalle 15,30 alle 18,30 (rientro per la cena). All’interno di queste fasce l’attività, quando non programmata, è libera e può svolgersi in palazzina o nei cortili.
    Attività area esterna: Esclusivamente le attività previste nella palazzina attività e nei laboratori esterni. Ridotte al massimo a causa della carenza del personale di sicurezza.
Struttura delle camere di pernottamento palazzina femminile
  • Presenza doccia: Presenti nelle camere di pernottamento.
  • Presenza lavabo e water (specificare se a vista o no): Presenti, non a vista.
  • Acqua calda: Disponibile, attraverso l’utilizzo di un boiler.
  • Luce naturale/artificiale: Adeguata
  • Ventilazione/areazione: Adeguata.
  • Riscaldamento: Non risultano esserci problemi di riscaldamento.
  • Spazio minimo a disposizione per detenuto: Regolamentare. Le camere sono destinate a due/tre detenute.
  • Decoro: La palazzina è l’unica ad essere stata recentemente ristrutturata e si presenta in buono stato, adeguato rispetto alla manutenzione strutturale ed alla decorazione degli spazi. Il cortile destinato all’aria è piccolo, in considerazione del fatto che le donne difficilmente escono dalla palazzina per svolgere le attività, diversamente dagli uomini.
  • Sale Culto: Non presenti. Le funzioni vengono svolte nelle salette adibite ai colloqui con gli avvocati
  • Ministri Culto: Disponibili per ogni culto religioso, su richiesta dei ragazzi e selezionati da appositi albi.
  • Presenza medica e paramedica nelle 24 H: Garantita.
  • Area esterna:
    Tempo permanenza area esterna (non meno di 4 ore al giorno): Le ragazze possono svolgere attività nelle fasce orarie dalle 8,50 (dopo colazione e sistemazione della propria camera) alle 12,10 (orario pranzo) e dalle 15,30 alle 18,30 (rientro per la cena).
    All’interno di queste fasce l’attività, quando non programmata, è libera e può svolgersi in palazzina o nei cortili.
    Attività area esterna: Scarsa.
Forniture
  • Materiale pulizia cella: Fornitura secondo normativa ministeriale.
  • Prodotti igiene personale: Fornitura secondo normativa ministeriale.
  • Biancheria / Lenzuola: Fornitura secondo normativa ministeriale.
  • Vitto differenziato: Disponibile. I detenuti lamentano la scarsa qualità del cibo e della cottura. Lamentano inoltre i costi del listino del sopravvitto e il tipo di alimenti che possono acquistare, quasi totalmente snack, dolci e patatine.
Spazi dedicati alle relazioni con i familiari
  • Sala d’attesa per i familiari: Sala d’attesa attrezzata con sedie, servizi igienici e fornitura di bottiglie d’acqua. I colloqui si svolgono due volte a settimana, alternati per le due palazzine maschile e femminile, in due fasce orarie. A fronte delle disposizioni ministeriali per la prevenzione del contagio da Covid-19, è possibile svolgere colloqui con un solo familiare, eventualmente anche con un solo minore, per quattro detenuti per turno. Per evitare assembramenti e garantire il corretto uso delle forme di prevenzione, attualmente per svolgere il colloquio è necessaria la prenotazione.
    Il lunedì, su indicazione dell’area psicologica, vengono svolti colloqui familiari con detenuto/a, famiglia e psicologo. A fronte dell’emergenza sanitaria, attualmente questo servizio è riservato alle situazioni per le quali risulta essere davvero imprescindibile.
  • Presenza divisori: Una grande sala colloqui con vetro unidirezionale per la sorveglianza – solo visiva non uditiva.
  • Area verde: Non prevista, a causa della carenza del personale di sorveglianza.
  • Ludoteca: Non Presente.
Attività trattamentali

Lavorative

I detenuti non svolgono lavori remunerati, solo un sussidio per piccoli lavori domestici all’interno delle palazzine detentive.
Sette detenuti vengono assegnati in art. 21 interno nei laboratori (cinque in falegnameria, due in pizzeria).
Sei detenuti (due per palazzina) per le lavorazioni domestiche interne.
Due detenuti a settimana per il servizio spesa.

Scolastiche

L’attività preminente, indirizzata al maggior numero di ragazzi, è sicuramente quella scolastica. A causa della sospensione, per un breve periodo, delle attività in presenza, è stato difficile supportare la didattica a distanza, sia per gli educatori a cui è toccato il compito di fare da tramite tra detenuti e scuola, sia per gli studenti, poco stimolati e poco seguiti nel proseguire il programma didattico.

I percorsi attualmente in vigore in struttura sono:

  • corsi di alfabetizzazione, rivolti a chi ha un livello d’istruzione di base e volto all’acquisizione di competenze didattiche A1 e A2 del quadro comune europeo, 17 detenuti iscritti, cinque frequentanti (tre ragazzi minorenni, due ragazze minorenni);
  • corsi di scuola secondaria di 1° livello 1° periodo, per il conseguimento della licenza media, 15 iscritti, quattro frequentanti (tre ragazzi e una ragazza minorenni);
  • corsi di scuola secondaria di 1° livello 2° periodo, indirizzati al potenziamento delle competenze di coloro che dovranno accedere all’esterno alle scuole secondarie di 2° livello, 6 iscritti, nessun frequentante;
  • istituto alberghiero Domizia Lucilla, corso di enogastronomia e ospitalità alberghiera, otto iscritti e due ragazzi frequentanti (un maggiorenne e un minorenne);
  • è stata avviata la programmazione di un percorso formativo sperimentale con lo stesso Istituto in agraria, finalizzato all’attivazione di un ulteriore percorso di istruzione superiore previsto per il prossimo anno.
  • corsi di educazione alla cittadinanza.
  • una detenuta è iscritta all’università La Sapienza di Roma, facoltà di psicologia.

Formazione Professionale

  • Laboratori di tappezzeria falegnameria e pizzeria, finanziati dal Comune di Roma.
  • Laboratorio di sartoria e di aiuto cuoco per la sezione femminile.
  • Exarte, laboratorio di lavorazione dei metalli a cura dell’Accademia internazionale di Arte e Restauro.
  • Corso di informatica, con l’istituto Elis, previsto in presenza e destinato a tre detenuti in art. 21, poi realizzato online, con un tutor presente in istituto ogni giorno.

Sportive

Corsi di fitness, calcio free style e circo pedagogico (uomini) e zumba (donne).

Culturali/ricreative

Sostegno alla genitorialità, per detenuti genitori e non; biblioteca; clown vip; arti decorative; teatro; storie al bivio; fare musica con Kento; giustizia riparativa; serigrafia “Graficamente”; educazione all’audiovisivo; libertà in arte (Miur); legalità e merito (Luiss); io e il mio posto nel mondo (Eccom); scienza e arte (Eccom); io, tu e l’amore; semi di autonomia per detenuti maggiorenni in preparazione alla dimissione; pittura.

Mediazione sociale.

Eventi interni:
partite di calcio; festival sete sois sete luas; just rom; pet therapy.

Previdenza sociale e politiche del lavoro
  • Servizi per la richiesta di prestazioni assistenziali e previdenziali (specificare se presenti patronati/ CAF, altro): Non è mai capitata la necessità di svolgere questo tipo di pratiche.
  • Presenza di servizi e misure di politiche attive del lavoro (specificare se presenti Centri per l’impiego, COL o altro): Progetto “Ulisse” di orientamento al lavoro e accompagnamento all’esterno e all’uscita attraverso percorsi di formazione e lavoro. Con la collaborazione di diverse realtà associative e non presenti e operanti all’interno dell’istituto.
  • Procedure per Rilascio/Rinnovo documento di identità: Si avviano le procedure con il comune in caso di richiesta da parte dei detenuti. Più spesso è necessario contattare le ambasciate per i rinnovi dei passaporti.
    In entrambi i casi, i detenuti vengono accompagnati dall’educatore negli uffici competenti
  • Procedure per accrediti indennità /accesso a conti esterni: Non è mai capitata la necessità di svolgere questo tipo di pratiche
Area sanitaria
  • Presenza medica e paramedica nelle 24 H:
    • Presenza del medico sei ore giornaliere, con reperibilità nei giorni festivi a garanzia dell’erogazione della prima visita ai nuovi giunti entro 18-24 ore dall’ingresso in istituto. In totale due medici + responsabile medico a turni per 24 ore settimanali ciascuno.
    • Una guardia medica infermieristica per 12 ore diurne giornaliere.
    • Due infermieri dipendenti sono presenti dal lunedì al venerdì per 72 ore settimanali + unità di cooperativa su sette giorni per 84 ore settimanali.
    • Medici del servizio di continuità assistenziale per le ore notturne.
    • Le visite pediatriche ai figli delle madri detenute sono garantite entro le 72 ore da un pediatra della Asl.
  • Omogeneità dei farmaci della struttura interna con i farmaci della farmacia della ASL di riferimento: Garantita
  • Presenza area medica specialistica:
    • Tre psicologi, due a tempo pieno e uno part time.
    • Uno psichiatra per sei ore settimanali e disponibile su chiamata.
    • Un dentista per tre ore settimanali.
    • Un medico del servizio Serd per sei ore settimanali e disponibile su chiamata.
    • Disponibili su chiamata: internista; pneumologo; pediatra; ginecologo; cardiologo; ostetrico, ecografista.
    • Strumentazione presente: elettrocardiografo; ecografo; strumenti per dentista e odontoiatra.
  • Fornitura Farmaci fascia C gratuiti: Garantita
  • Vitto Differenziato per Motivi Sanitari: Disponibile
  • Tempo medio di attesa per visite specialistiche interne: Erogazione delle visite richieste entro dieci giorni (priorità B).
  • Tempo medio di attesa per visite mediche/esami esterni: Presso il poliambulatorio del Santa Maria della Pietà è attivo un percorso “preferenziale” di prenotazione visite per i detenuti.
  • Adozione Carta dei servizi sanitari / diffusione tra i detenuti.: Adottata con delibera del direttore generale n. 573 del 18/08/2014, è in corso di revisione da più di un anno in coerenza con il dlgs 123/2018 e disponibile presso il presidio sanitario Ipm.
    E’ garantita ai detenuti, da parte del personale sanitario, la corretta informazione riguardo le modalità di erogazione dell’assistenza nonché la gestione della riservatezza dei dati.

NOTE

Dal momento dell’assegnazione all’educatore si avvia la costituzione dell’equipe di trattamento dell’Ipm (educatore e assistente sociale) in connessione con gli specialisti Asl coinvolti e si avviano tutte le procedure di presa in carico.

Gli interventi attuati tengono conto della personalità del minore, curando che non siano interrotti i processi educativi in atto e i legami con le figure significative, attivando processi di responsabilizzazione, anche attraverso l’ordinato svolgimento della vita comunitaria.

Per ogni detenuto è stilato un programma individualizzato con l’équipe che diviene anche punto di riferimento per le esigenze del ragazzo. Tale équipe svolge il delicato ruolo di attivare e mantenere costanti rapporti con le famiglie al fine di consentire ai familiari di accedere a tutte le informazioni necessarie sulla detenzione del proprio congiunto; inoltre, laddove praticabile, essa realizza colloqui strutturati e programmi di trattamento di sostegno.

La risposta ai bisogni dell’utenza viene, dunque, per quanto possibile, declinata nel progetto individualizzato, relativamente alle risorse personali, familiari e di contesto sociale di riferimento e di accoglienza.

L’area psicologica della Uoc Tsmree Da della Asl Rm1 competente per l’istituto sta progettando una serie di interventi destinati al miglioramento delle relazioni e della comunicazione tra detenuti e familiari; tra detenuti ed equipe di trattamento; tra gli attori della rete istituzionale ed informale afferenti all’istituto o ai percorsi di trattamento dei singoli ragazzi. Al momento, l’utilizzo delle videochiamate ha favorito la comunicazione tra gli operatori dei servizi, nella forma di videoéquipe; la comunicazione tra le ragazze e i ragazzi detenuti e gli operatori delle strutture per la valutazione degli inserimenti in comunità, o gli operatori di altre regioni. Si sta iniziando a parlare dell’attivazione del servizio mail per questa specifica popolazione detenuta, fino a oggi esclusa.

Con il termine dei lavori di messa in posa della fibra nelle palazzine si prevede di valutare quali possano essere le soluzioni migliori.

Lo stesso servizio ha presentato una proposta per la realizzazione di una struttura residenziale intermedia, che possa avere la funzione di filtro per quei ragazzi che presentano un disagio nell’area psicologica-psichiatrica e per la quale sia la permanenza in istituto penitenziario sia il trasferimento in struttura propriamente psichiatrica sarebbero misure inappropriate.

La direttrice, insediatasi il 1 dicembre 2020, riferisce di essere preoccupata e contrariata rispetto alla mancanza della guardia medica sulle 24 ore, e dalla gestione e sulla definizione diagnostica dei detenuti che a suo dire presentano disturbi conclamati di tipo psichiatrico, riprendendo il modello del sistema penitenziario degli adulti. L’equipe psichiatrica e psicologica sostiene al contrario la necessità che i singoli casi vengano valutati, singolarmente, con la consapevolezza della fase evolutiva in cui si trovano e sui bisogni e i compiti evolutivi che questa comporta.

Da segnalare come buona prassi quella per cui il servizio di mediazione culturale è garantito attraverso la stipula di una convenzione pluriannuale direttamente ad opera del Centro di giustizia minorile (Cgm), e comprensiva di tutti i servizi competenti, Ipm, Cpa, Ussm.

Allo stato attuale, il monte ore destinato all’Ipm era di 15 ore settimanali (sette rumeno e otto arabo).

Il progetto “Libere dolcezze” è realizzato all’interno dell’Istituto penale minorile di Casal del Marmo su proposta del servizio psicologico interno all’istituto ed afferente alla Uoc Tsmree Da della Asl Roma1, e finanziato, per la prima annualità dalla Caritas nazionale, e successivamente dalla Direzione formazione della Regione Lazio all’interno della progettazione Por Fse 2016-2020. Il presupposto teorico riguarda la consapevolezza che la tutela del minore non possa prescindere dalla promozione di opportunità nuove che permettano ai ragazzi di potenziare e valorizzare le proprie competenze, al fine di potersi ripensare all’interno della società, assumendo un nuovo ruolo positivo e costruttivo e modificando le condizioni esperienziali che avevano definito e favorito le condotte devianti. In questo modo, il carcere stesso può trasformarsi in un terreno in cui potersi sperimentare e in cui giocare nuovi ruoli e nuove parti di sé.

L’obiettivo è la costruzione di percorsi strutturati di formazione, qualifica e inserimento lavorativo dei ragazzi, utilizzando lo strumento della produzione di prodotti di pasticceria e la successiva apertura al mercato esterno tramite il coinvolgimento di una realtà del territorio che possa gestire il laboratorio interno all’Istituto attraverso l’assunzione dei ragazzi stessi che vi lavorano. Al termine della prima progettualità, è stata realizzata una merendina, il cui marchio è stato registrato e destinato alla vendita.

La Direzione formazione della Regione Lazio ha disposto un finanziamento, nell’ambito del Programma operativo regionale Fse 2014-2020, di 39 mila euro, per due annualità, incaricando il Cgm di assegnare questi fondi all’ente che realizzerà il progetto. A seguito di avviso pubblico, è stata scelta l’associazione A24 quale attuatrice del progetto. Attualmente, a fronte di una serie di ritardi, dovuti in parte anche alle misure di prevenzione sanitaria disposte dal Governo, è stata formalmente richiesta alla Direzione istruzione, formazione, ricerca e lavoro della Regione Lazio una proroga del progetto.

Il laboratorio, ormai fermo da due anni, si è rilevato come una grande opportunità per i ragazzi che hanno partecipato, i quali sono stati successivamente assunti da realtà esterne del settore, diversamente da quanto avviene con la maggior parte dei percorsi formativi non qualificanti finora realizzati.

Il processo di informatizzazione della cartella clinica penitenziaria è avviato e il sistema è correntemente utilizzato, seppur necessiti di qualche aggiustamento tecnico.

I locali destinati all’assistenza sanitaria risultano idonei, anche se poco spaziosi.

Numero di contagi ad oggi da marzo 2020. Ad oggi (marzo 2021), nessuna detenuta e nessun detenuto è stato contagiato dal virus Covid-19. Si conta invece qualche contagio tra il personale di polizia penitenziaria e della psichiatra.

A fronte delle disposizioni ministeriali relative alla prevenzione del contagio da Covid-19, da marzo 2020 è stata offerta ai detenuti e alle detenute la possibilità di svolgere videochiamate e chiamate con i familiari, in numero anche maggiore a quanto disposto dalla normativa, e nei limiti delle possibilità della linea telefonica dell’Istituto, che è attualmente in manutenzione, per la realizzazione di una rete telefonica e internet più efficiente e che raggiunga anche alcune stanze delle palazzine detentive.

Questa modalità di svolgimento dei colloqui è tuttora preferita in molti casi dalla popolazione detenuta, sia per ragioni di prevenzione sia per le restrizioni applicate ai colloqui per ridurre gli assembramenti e mantenere la distanza interpersonale (un familiare alla volta per quattro postazioni al giorno munite di plexiglas).

I detenuti lamentano però il ridotto numero di telefonate, rispetto a quanto previsto dalla normativa (2-3 telefonate a settimana per un massimo di 20 minuti ciascuna). Hanno infatti la possibilità di svolgere, settimanalmente, 2 telefonate da 10 minuti e due videochiamate da 20 minuti (in sostituzione dei colloqui in presenza). Anche questo problema probabilmente si risolverà, con l’attivazione della nuova rete telefonica.

 

CRITICITA’

Tutti gli operatori dell’istituto esprimono profonda preoccupazione per la situazione attuale.

Sembrerebbe infatti che si stia realizzando una generale tendenza a uniformare il regime minorile a quello ordinario. Infatti, oltre alla comandante e alla dirigente del Cgm, che provengono dal regime ordinario, sono stati nominati altri sette dirigenti al Dap, alcuni dei quali saranno destinati agli istituti penali minorili, tra cui Casal del Marmo. E di fatto le dirigenti reggenti finora nominate provengono dal regime ordinario.

Il rischio, quindi, è quello di perdere le specificità e la ricchezza di quanto realizzato finora nell’intervento con i minori detenuti e di adattare questo sistema ad un modello di funzionamento che mal gli si addice, poiché caratterizzato da obiettivi, linee guida e caratteristiche profondamente diversi.

Inoltre, ma non di minor rilevanza, si avverte un generale malcontento e una profonda confusione tra gli operatori, che hanno difficoltà a trovare un punto di riferimento e a modificare il loro modo di operare, portandosi addosso anche la sensazione che i loro interventi vengano svalutati o mal compresi.

Di fatto, la comprensione e la comunicazione tra due sistemi molto diversi che vengono uniti senza che questo passaggio venga accompagnato o comunque inserito in una cornice condivisa, può portare a profonde incomprensioni e a profondo malessere.

Grave la situazione della carenza di personale, sia per quanto riguarda la polizia penitenziaria sia per l’area giuridico-pedagogica. Sono assenti gli Ispettori, e gli agenti sono ridotti di 20 unità rispetto a quanto risulta nel sistema in carico all’istituto, e questo rende difficile, ancora di più nei mesi estivi, la realizzazione delle attività, soprattutto nelle ore pomeridiane, ma anche della normale routine quotidiana – per esempio gli stessi ragazzi lamentano che non possono andare all’aria almeno 3-4 giorni a settimana ed al campo nei 3 giorni a loro disposizione (alternati tra le due palazzine maschili) perché c’è un solo agente in palazzina.

Per la stessa ragione, non è ancora possibile svolgere i colloqui con i familiari nei giorni festivi e prefestivi, né garantire un servizio di sicurezza adeguato e sufficiente a sopportare le diverse esigenze che di volta in volta possono emergere e la copertura di tutti i piani di tutte le palazzine, ed eventualmente di sorveglianze a vista qualora ce ne fosse la necessità.

Sul piano giuridico-pedagogico, attualmente sono presenti otto educatori, su 20 previsti, tre dei quali svolgono funzioni di coordinamento e segreteria, e non hanno, quindi, in carico alcun detenuto.

Nonostante i numeri previsti possano sembrare effettivamente alti, rispetto a quanto siamo abituati a vedere negli istituti penitenziari, è pur vero che tale previsione deriva da un pensiero che caratterizza il sistema penale minorile, composto da una riflessione sulla necessità di offrire ai giovani detenuti, in una fase particolare e importante della loro vita, un’accoglienza ed un accompagnamento diversi e più complessi di quanto si possa offrire nel regime penitenziario ordinario, nell’ottica di una costruzione di reali ed efficaci percorsi di ricostruzione di quelle fratture, relazionali e sociali, prodotte dall’evento deviante, che, ancor più per i minorenni ed i giovani adulti, non può diventare caratterizzante della propria persona e del proprio futuro.

Con le recenti disposizioni dipartimentali, e a causa della insufficienza del personale presente in istituto, spesso la presa in carico dei ragazzi risulta ridotta nella quantità e soprattutto nella qualità degli interventi.

Rappresenta un elemento di criticità la forzata impossibilità di svolgere congiuntamente le attività scolastiche, formative, sportive o di svago per i detenuti afferenti ai tre diversi regimi detentivi: uomini minorenni; uomini giovani adulti e donne.

Questo rende spesso estremamente complesso, se non impossibile, l’organizzazione delle attività e la possibilità per tutti di fruirne.

Le donne, in particolare, per una questione puramente numerica, sono quelle che maggiormente subiscono tale condizione, normata peraltro da precise indicazioni ministeriale se non giuridiche (nel caso della divisione minorenni/maggiorenni), e che si trovano a essere sacrificate per la maggior parte delle attività proposte.

Le intere palazzine delle due sezioni maschili avrebbero bisogno di importanti operazioni di ristrutturazione.

Gli impianti idrici non sono a norma, le tubature sono danneggiate e spesso ci sono gravi perdite d’acqua, che interessano anche le mura; l’impianto elettrico non è a norma, i fili sono scoperti, spesso anche vicino a perdite d’acqua o infiltrazioni. Vi è grave presenza di muffa alle pareti.

Le finestre non si chiudono bene, quindi d’inverno i ragazzi lamentano freddo. Alcune finestre sono recentemente crollate.

I blindi non sono a norma. Le sbarre si sbriciolano e le chiusure a volte si bloccano. Alcuni blindi sono stati tolti, perché rotti.

Gli arredi sono insufficienti e malmessi, a parte quanto si riesce a realizzare nella falegnameria interna,

I servizi igienici sono malfunzionanti, provvisti di tubature in plastica spesso arrangiate e in condizioni piuttosto fatiscenti.

Diversi danni sono stati registrati a seguito delle forti piogge: in particolare anche nella palazzina attività, recentemente ristrutturata, sono crollati alcuni pezzi dal soffitto nella sala d’ingresso e nel teatro, con conseguente allagamento dei locali, rendendo così impossibile per alcuni giorni l’accesso dei detenuti per lo svolgimento delle attività previste.

Il progetto di ristrutturazione avviato quest’anno dovrebbe prevedere la realizzazione dei lavori nella palazzina detentive maschile destinata ai giovani adulti, maggiorenni.

Tale realizzazione dovrà prevedere il trasferimento dei ragazzi presenti. La proposta ministeriale avanzata sarebbe di chiudere la sezione femminile (tre detenute all’11/2/2021) trasferendo altrove le detenute. Questa proposta è fortemente rifiutata da tutti gli operatori penitenziari e sanitari, poiché comporterebbe uno sradicamento territoriale delle detenute, l’interruzione dei programmi di trattamento e l’allontanamento, per la maggior parte di loro, dai nuclei familiari.

La direzione potrà presentare delle proposte alternative, tra cui spostare i detenuti minorenni (sette all’11/2/2021) nella palazzina femminile, in un piano a loro eventualmente destinato; raggruppare i detenuti in una sezione per volta realizzando i lavori nelle altre, proposta che non trova però molti consensi; utilizzare la palazzina vuota e chiusa, ristrutturata ma non ancora utilizzata, in attesa del nulla osta e della destinazione che darà il Ministero.

E’ condivisa la richiesta inviata al ministero di bloccare temporaneamente i trasferimenti da altri Istituti in vista dell’inizio dei lavori.

Scarsa attenzione viene data all’adeguatezza del setting nella relazione tra detenuti ed operatori: in particolare viene riferito come le stanze dove si svolgono i colloqui all’interno delle palazzine siano poco curate, spesso fatiscenti e non attrezzate (a volte mancano sedie e tavoli), poco accoglienti e riservate – spesso si tratta della sala lavanderia o di stanze nel corridoio di passaggio. In particolare, a seguito delle modifiche nella capienza e nella distribuzione dei detenuti nella palazzina maschile dei minorenni, non sono più disponibili sale per svolgere i colloqui.

Ugualmente, all’interno delle palazzine il luogo destinato alle telefonate con i familiari è caratterizzato da totale assenza di privacy e cura: i telefoni sono posizionati nel corridoio di ingresso su un tavolo, quindi in un luogo di passaggio e aperto, assolutamente non adeguato a garantire il giusto comfort e la necessaria intimità. A seguito di quanto disposto nel dlgs  121/2018 relativamente all’aumento del numero delle telefonate autorizzate ai ragazzi, si è reso necessario programmare dei lavori di modifica della rete telefonica, in corso di realizzazione, che permetteranno anche di attivare una rete internet all’interno delle palazzine detentive, utile per le videochiamate e per l’eventuale formazione a distanza, e che consentirà anche di ristrutturare gli spazi dedicati alla comunicazione con i familiari.

Nonostante le relazioni con i familiari siano coltivate il più possibile, manca la possibilità di svolgere i colloqui all’aperto, in una condizione di maggiore familiarità e naturalezza, così come è esclusa la possibilità di svolgere i colloqui prolungati previsti dalla nuova normativa. Tale divieto dipenderebbe dall’assenza di videocamere per la videosorveglianza negli spazi aperti.

Insufficienza del servizio di mediazione culturale, in un contesto dove la percentuale di stranieri è altissima e in cui le fragilità sono maggiori in relazione non solo al regime detentivo ma anche all’età ed alla fase del ciclo vitale dei detenuti. Inoltre, la questione risulta rilevante in merito a quanto disposto nel D.Lgs 121/2018 relativamente all’obbligo di mettere a disposizione e spiegare a tutta la popolazione detenuta il regolamento interno dell’Istituto.

Permane il problema della certificazione professionale per i detenuti che frequentano i corsi, tra l’altro molto ben fatti, organizzati da realtà legate al volontariato.

Le attività offerte ai detenuti nel 2020 sono state molto condizionate dall’emergenza sanitaria in atto e dopo la prima attivazione sono state interrotte. La scuola ha continuato la sua attività fino al look down, poi è stata sospesa nella forma in presenza ed è continuata una forma di scolarizzazione grazie all’aiuto degli educatori. Con la ripresa dell’anno scolastico, a settembre, è ricominciata in presenza e continua ancora adesso in questa modalità, seppur con interruzioni saltuarie legate ad isolamenti fiduciari di docenti che sono entrati in contatto con alunni positivi nelle scuole del Territorio. Le attività laboratoriali di pizzeria, falegnameria e tappezzeria sono iniziate regolarmente a gennaio 2020. Interrotte con il look down e riprese a luglio, continuano ancora oggi. Le attività sportive ed educative (sport alfabetizzazione emotiva, teatro, arti decorative, serigrafia) sono iniziate al termine del look down e hanno continuato fino alla fine del 2020 quando poi con la conclusione del contratto si sono interrotte. Il laboratorio di lavorazione metalli e di parrucchiere sono già ricominciati, a titolo gratuito ed in attesa di nuovo avvio contrattuale. Nel 2021 – oltre alle attività già indicate e che continuano dallo scorso anno – sono stati attivati solo il laboratorio di teatro (gratuito per l’Ipm perché finanziato con bando regionale) e a breve inizieranno i corsi di viceallenatore di calcio e di avvicinamento alla cura dei cani e gatti, entrambi offerti a titolo gratuito. Sono in attivazione inoltre le attività finanziate dal dipartimento: alfabetizzazione emotiva, sport, lavorazione metalli, rap (durante l’estate), serigrafia, arti decorative.