Di cos’altro c’è bisogno per una mia pena alternativa al carcere?

Mi chiamo Massimiliano,

sono nato a Velletri il 21/07/ 1973, ho 52 anni, divorziato e il giudice mi ha assegnato la custodia esclusiva dei nostri due figli, Giorgio e Ginevra. Quando la loro mamma si è allontanata e non ha più voluto avere contatti con loro, i ragazzi hanno iniziato un percorso di supporto psicologico.

Dopo 10 anni e con un unico reato, causato dalla troppa superficialità avuta nell’esercizio del mio lavoro, mi sono ritrovato qui
dentro. Arrivato all’undicesimo mese di reclusione vivo quotidianamente con l’ansia e con il pensiero dei miei figli. Ringrazio la mia famiglia, in particolare mia sorella Cristiana e la mia compagna Francesca per tutto quello che stanno facendo per loro, tentando di non fargli sentire la mia mancanza.

La mia famiglia è di vecchio stampo, con valori riguardanti l’educazione, il rispetto del prossimo e dedita al lavoro considerato di primaria importanza: siamo io, la mia mamma, il mio papà e mia sorella “Caterpillar”, quella che incarna il vero spirito guerriero non fermandosi di fronte a nulla. Circa una trentina di anni orsono si è sposata con Diego e sono nati, Benedetta detta “Bettozza” e Matteo detto “Kikko”.

Da tre anni a questa parte si è aggiunta il mio grande amore Francesca detta “la sonata” e i suoi genitori Paola e Sandro, che tuttora mi sono vicini, dulcis in fundo i miei gioielli Giorgio detto “Pellicano” e Ginevra detta “Ginny”. La famiglia si è completata con la figlia della mia compagna, alla quale voglio un bene dell’anima come fosse la mia, si chiama Arianna ma io la chiamo “Dindi”.

Ho frequentato le scuole a Velletri, mi sono diplomato come geometra ed ho iniziato a lavorare in aziende di amici e dei miei zii come idraulico, elettricista, e nella manutenzione dei condizionatori.

Nel 2018 finisce il processo con una condanna di 2 anni e 10 mesi e la sospensione dell’esecuzione in attesa della messa alla prova, con affidamento ai servizi sociali. Il 3 febbraio 2025 la camera di consiglio presso il Tribunale di sorveglianza di Roma ha inaspettatamente rigettato l’affidamento in prova al lavoro, nonostante fossi dipendente a tempo indeterminato, con le relazioni delle forze dell’ordine tutte positive e con la valutazione della U.E.P.E che ha confermato il mio pentimento sincero per aver commesso un unico errore, che è ricaduto anche sui miei figli.

Il 3 marzo lo stesso magistrato di sorveglianza mi ha dato il massimo della restrizione con la reclusione nella C.C. Velletri. Da quel giorno, i miei figli, ormai maggiorenni, restano soli e non essendo autosufficienti, mio padre e mia madre, mia sorella e la mia compagna quotidianamente si sono dovuti attivare per il loro sostentamento.

Fino a questo momento, avevo condotto una vita normalissima di lavoro e famiglia, i ragazzi avevano dimostrato segni di notevoli progressi, anche con l’aiuto di Francesca, donna impagabile sempre al mio fianco. Essendo stati nuovamente privati della loro principale figura di riferimento, sono risprofondati in uno stato di depressione. La psicologa forense che li tiene in cura è molto preoccupata per la condizione di mia figlia “Ginny” dato che mostra istinti suicidi ed
autolesionistici.

Per riuscire a passare le giornate qui dentro, seguo un percorso trattamentale riguardante la scuola alberghiera. È stata una piacevole scoperta approfondire l’arte culinaria, ritrovandomi alla mia età di nuovo tra i banchi di scuola con gli adulti con i quali studio, passo le giornate anche se sono degli improponibili compagni di merenda.

Essendo sotto la soglia dei due anni e con tutte le relazioni e certificazioni di psicologi e medici già inviate al Tribunale di sorveglianza, mi chiedo sinceramente di cos’altro ci sia bisogno per ottenere il riconoscimento di una pena alternativa alla detenzione in carcere, così come sancito dallo stesso Ordinamento Penitenziario sotto forma di beneficio.

*Pubblicata sul giornale della Casa circondariale di Velletri, “Voci di Ballatoio”, numero 7–settembre 2025, scaricabile da qui: Voci di ballatoio n.7-online.

I numeri di “Voci di ballatoio” finora usciti si trovano nel sito dell’associazione La Farfalla.