“Lettere al Garante”: presentata a Napoli la raccolta di Samuele Ciambriello

1400 missive di persone detenute nel libro del Garante della Campania

“In un libro in cui leggiamo le parole delle persone detenute riusciamo ad ascoltare le parole delle persone detenute senza filtri. Peraltro, solo il carcere offre ormai questa possibilità sulla vecchia carta scritta, con la biro, perché i detenuti scrivono ancora così le lettere che poi vengono inviate alle nostre caselle di posta. Il modo con cui le persone detenute in gran parte possono comunicare con l’esterno è attraverso questi racconti, queste richieste, in cui ci sono le difficoltà e la sofferenza legate alle condizioni di detenzione, alla separazione dagli affetti, alle incertezze sul futuro, su cosa sarà di loro o sulla condizione delle loro famiglie, dei loro figli, del coniuge o della coniuge”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, alla presentazione ”Lettere al Garante. Voci dal carcere tra diritti negati, paure e speranze”, scritto dal Garante della Campania, Samuele Ciambriello, che si è svolta venerdì 3 luglio nell’Aula del Consiglio regionale della Campania.

Hanno partecipato l’autore, il presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, l’arcivescovo metropolita di Napoli, cardinale Don Domenico Battaglia, il procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, l’assessore alle Politiche sociali e scuola della Regione Campania, Andrea Morniroli, la moderatrice, Maria Chiara Aulisio, giornalista de ”Il Mattino”.

”Nella mia qualità di Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, ho ricevuto oltre 1.400 lettere di altrettanti detenuti in otto anni che raccontano la realtà carceraria e chiedono condizioni più umane più dignitose, di poter ricevere una visita medica, incontrare un familiare, insomma, dover scontare la pena senza essere privati della dignità – ha detto Ciambriello – che ha aggiunto: “chi sbaglia non deve pagare, deve cambiare, anche restando in carcere, in comunità o con misure alternative”.

“C’è massima collaborazione affinché i percorsi rieducativi e di riabilitazione per i detenuti, previsti dalla Legge, vengano affiancati da un lavoro concreto come Regione Campania” – ha detto il Presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi che ha aggiunto: ”abbiamo di fronte un’emergenza carceri che non è solo un problema di numeri e spazi, ma riguarda soprattutto i più giovani, penso alla violenza e alla criminalità minorile, per offrire opportunità nelle forme previste dalla Legge. Ogni persona che riusciamo a rieducare nelle carceri è una vittoria dello Stato, fermo restando ciò che prevedono la Costituzione e le leggi in materia penale; in questo contesto, vanno garantiti la civiltà e dignità della condizione carceraria. Il libro di Samuele Ciambriello ci offre questi spunti di riflessione e la presenza dell’Arcivescovo Don Domenico Battaglia fa comprendere che questa è un’altra fascia importante della nostra società e siamo pronti, con il Presidente Roberto Fico, a fare la nostra parte”.

Sul tema del sovraffollamento e delle condizioni di vita dei detenuti, si è soffermato il Procuratore generale presso la Corte d’appello di Napoli, Aldo Policastro, per il quale ”il carcere non può essere soltanto punizione e non deve umiliare la persona. Il Governo – ha aggiunto – con l’introduzione di nuove figure di reato, con l’aumento delle pene e la diminuzione delle possibilità di misure alternative, ha scelto una strada carcerocentrica. Ha fatto una scelta assolutamente legittima, che io poco condivido, ma assolutamente legittima, dopodiché però deve far sì che il carcere consenta dignitosamente alle persone di scontare la pena”.