Il presidente della Corte costituzionale ha ammesso l’opinione scritta della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale, in qualità di “amicus curiae”, nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale introdotto con ordinanza del Tribunale di Firenze il 17/2/2026, in materia di esecuzione di pena svolta nel carcere di Sollicciano in condizioni contrarie al senso di umanità, che sarà dibattuto in udienza pubblica il prossimo 22 settembre.
“Come portavoce della Conferenza nazionale dei garanti – si legge in una nota del Garante campano, Samuele Ciambriello – plaudo al provvedimento emesso in data odierna del Presidente della Corte Costituzionale con il quale la stessa conferenza è stata qualificata e ritenuta come amicus curiae, e quindi ammessa a partecipare al giudizio di legittimità costituzionale in relazione alla questione di legittimità costituzionale sul trattamento inumano e degradante sollevato dal Tribunale di sorveglianza di Firenze in relazione al carcere di Sollicciano, condizioni di vita che i garanti riscontrano in moltissimi istituti penitenziari”.
“È per noi un grande risultato – prosegue Ciambriello- . È anche il riconoscimento giuridico del ruolo della Conferenza nazionale dei garanti territoriali. I garanti, come noto, rappresentano un fondamentale e indipendente meccanismo di prevenzione e di garanzia di diritti delle persone private della libertà personale, il cui ruolo è notevolmente accresciuto negli anni, complice un’accrescente attenzione da parte del consiglio d’Europa per le condizioni negli istituti penitenziari, specie dopo il caso Torreggiani del 2013. È utile ricordare che la normativa statale riconosce ai garanti importanti poteri, tra cui il potere di avere colloqui riservati e di ricevere la corrispondenza da parte dei detenuti, di visitare senza necessità di alcuna autorizzazione preventiva gli istituti penitenziari. I garanti possono poi ricevere liberamente istanze o reclami orali o scritti anche in busta chiusa da parte dei detenuti”.
Con la decisione sottoscritta il 30 giugno 2026 dal presidente della Corte costituzionale, Giuseppe Amoroso, oltre alle opinioni dei Garanti territoriali, sono state ammesse quelle dell’associazione Antigone, dell’associazione “Passione civile con Valerio Onida”, dell’Unione camere penali italiane, dell’Associazione italiana dei professori di diritto penale, de La società della ragione aps.