Si è svolta giovedì 5 marzo nella sede del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) la prima “Giornata nazionale della ricerca universitaria in favore dell’art. 27 della Costituzione”, per promuovere l’inclusione e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. L’iniziativa si colloca nell’ambito del programma Recidiva Zero e nasce dalla volontà di strutturare uno spazio di confronto sistematico tra studiosi e studiose di diverse discipline che, nei rispettivi ambiti di ricerca, si occupano di carcere, esecuzione penale, inclusione e diritti fondamentali. Fil rouge dell’incontro l’articolo 27 della Costituzione, che assegna alla pena una funzione rieducativa e impone il rispetto della dignità della persona.

L’intervento del presidente del Cnel, Renato Brunetta.
“L’articolo 27 della Costituzione indica una rotta chiara: la pena deve tendere alla rieducazione. Nella realtà, però, lo squilibrio tra sicurezza e rieducazione, unito allo stigma sociale, rappresenta il principale freno al reinserimento. Dobbiamo superare la contrapposizione ideologica tra questi due concetti e investire in percorsi orientati a un’uscita positiva dal carcere, per trasformare la pena in uno strumento di prevenzione. I dati parlano chiaro: la recidiva passa dal 70% a meno del 10% dove si attivano istruzione e lavoro. Ma non basta. Serve un cambio di paradigma per abbattere lo stigma che rende il reinserimento un percorso a ostacoli. Occorre coraggio politico per rivedere norme e consuetudini, valorizzando la premialità e un progetto di vita diverso. La rieducazione è un percorso collettivo che richiede un ‘idem sentire’ tra istituzioni e società. È un investimento che conviene a tutti: una persona recuperata è una garanzia di sicurezza per l’intera comunità”. Lo ha affermato il presidente del Cnel, Renato Brunetta. “Mettere al centro il ruolo della ricerca universitaria nell’attuazione dell’articolo 27 della Costituzione significa riaffermare che la pena ha senso se apre a possibilità di rigenerazione”, ha affermato il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini in un videomessaggio, proiettato a conclusione della giornata.
All’incontro, promosso dal Segretariato permanente per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà, istituito presso il Cnel, hanno partecipato docenti universitari provenienti dai principali atenei del Paese.
Nel ciclo iniziale degli interventi, moderato dal segretario generale del Cnel Massimiliano Monnanni, hanno preso la parola tra gli altri Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università di Roma Tor Vergata e presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa e vicepresidente della Crui, Giancarlo Monina, presidente della Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i poli universitari penitenziari (Cnupp).
Per il Cnel sono intervenuti i vicepresidenti Floriano Botta e Claudio Risso, il consigliere Fiovo Bitti e il consigliere Emilio Minunzio, presidente del Segretariato permanente.
La giornata di studio si è articolata in due sessioni di lavoro. Quella mattutina con i panel dedicati alla dimensione giuridica, alla marginalità, al reinserimento e al ruolo della ricerca per il sistema penitenziario. Quella pomeridiana dedicata ai temi degli spazi per l’inclusione, al benessere in carcere, all’analisi dei dati in materia di giustizia e recidiva.

La giornata nazionale si inserisce nel quadro del progetto Recidiva Zero, realizzato dal Cnel in collaborazione con il ministero della Giustizia, al fine di favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale grazie a studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. Un progetto volto a costruire un ponte tra il sistema penitenziario e la società, coinvolgendo istituzioni, imprese, sindacati, volontariato e il mondo dell’accademia. In quest’ottica, il sistema universitario ha assunto il ruolo di un attore privilegiato del CNEL, che ha avviato già da tempo una collaborazione con la Crui e con la Cnupp. L’obiettivo è di sostenere l’incremento del numero di università aderenti al Cnupp e promuovere un’azione di esponenziale sviluppo dell’offerta di istruzione universitaria ai soggetti in esecuzione penale. Nell’ambito del connubio tra università e carcere, il Cnel ha anche siglato, nel novembre scorso, un accordo specifico con la Lumsa , per la realizzazione di un rapporto annuale sui temi che ruotano intorno a Recidiva Zero.

Alcuni momenti della giornata di studi nella sala Enzo Biagi del Cnel.