“Ormai non fa più notizia, ma in carcere si continua a morire: a quando una politica che finalmente prenda in considerazione la sofferenza e la disperazione che si nasconde dietro quelle mura?”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, nell’apprendere che un uomo di 36 anni, detenuto nella sezione G11 della Casa circondariale di Rebibbia Nuovo complesso, è morto ieri in seguito a impiccamento con un lenzuolo nel bagno.
La scoperta è avvenuta intorno alle 16,20 da parte di un compagno di cella, che aveva visto il detenuto alzarsi per andare in bagno mentre dormiva. Il personale penitenziario ha immediatamente portato il detenuto in infermeria, dove sono state avviate le manovre rianimatorie, e il personale sanitario ha chiamato il 118. Nonostante i tentativi di soccorso, il personale del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
Il detenuto, nato a Roma da famiglia di origini nordafricane, era a Rebibbia dal 7 ottobre 2023, proveniente da Regina Coeli, con fine pena il 12 giugno 2032, per reati di estorsione e violazione della legge sugli stupefacenti. Lavorante in cucina, svolgeva regolari colloqui visivi con i familiari.
La salma è rimasta in medicheria sotto custodia fino all’arrivo del magistrato, e successivamente è stata rimossa dalla polizia mortuaria.
E’ il terzo detenuto che i toglie la vita nel Lazio da inizio anno, il secondo a Rebibbia Nuovo complesso, il sedicesimo in Italia. Gli altri suicidi nella nostra regione sono stati a Rebibbia il 7 marzo, a Viterbo il 5 febbraio. Lo scorso anno i suicidi in totale furono 80 ( di cui otto nel Lazio: uno a Regina Coeli, quattro a Rebibbia, due a Frosinone, uno a Viterbo (fonte: Ristretti Orizzonti).