Cpr di Gjadër, sulle competenze Anastasìa e Calderone ricorrono al Tribunale di Roma

I Garanti del Lazio e di Roma Capitale chiedono al giudice di accertare la loro competenza sul centro albanese, messa in discussione dal Garante nazionale
La Garante Calderone con il Garante regionale, Anastasìa, durante la visita di monitoraggio nel Cpr italiano di Gjader, in Albania (luglio 2025).

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, hanno presentato un ricorso al Tribunale di Roma per ottenere il riconoscimento della propria competenza sul Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Gjadër, in Albania.

La decisione arriva dopo che il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno ha comunicato ai due Garanti che, sulla base di un parere del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, i Garanti territoriali non sarebbero competenti a svolgere attività di vigilanza sul centro albanese.

La questione nasce dalla visita effettuata da Anastasìa e Calderone nel luglio scorso presso il Cpr di Gjadër. In quell’occasione i due Garanti erano stati formalmente accolti dai responsabili della struttura, avevano avuto accesso alla documentazione disponibile e avevano potuto svolgere colloqui riservati con le persone trattenute.

Secondo Anastasìa e Calderone, la competenza territoriale della Prefettura di Roma, degli uffici giudiziari romani e delle amministrazioni coinvolte nella gestione del centro rende evidente il legame funzionale tra il Cpr di Gjadër e il territorio di Roma e del Lazio, giustificando pertanto l’intervento dei Garanti territoriali.

Il ricorso mira a chiarire un tema che riguarda direttamente l’effettività delle garanzie riconosciute alle persone private della libertà. Secondo i due Garanti, negare la competenza degli organismi territoriali determinerebbe infatti una disparità di trattamento tra le persone trattenute nei Cpr presenti sul territorio nazionale, che possono contare sia sul Garante nazionale sia sui Garanti locali, e quelle trattenute nel centro di Gjadër.

Sarà ora il Tribunale di Roma a pronunciarsi sulla questione e ad accertare se i Garanti di Roma Capitale e della Regione Lazio possano esercitare le proprie funzioni anche nel Cpr albanese, garantendo ai trattenuti gli stessi strumenti di tutela previsti dall’ordinamento per le persone private della libertà presenti in Italia.