La mia storia simile a quella di tanti emigranti

Mi chiamo Bledar,

sono nato in Albania il 21-02-1976, sono sposato, padre di quattro figli, tre maschi e una femmina.
Ho 50 anni. Ora mi trovo, credo ingiustamente, ristretto nella casa circondariale di Velletri. Per quanto sia detenuto, mi trovo in stanza con altri tre compagni, che reputo persone per bene con i quali passo bene le mie giornate. Mi sono iscritto alla scuola di Agraria, un ambiente perfetto dove con i miei compagni ci impegniamo nello studio. I professori spiegano le materie nel migliore dei modi, nonostante la poca disponibilità di materiale didattico, hanno con noi un rapporto umano, molto amichevole, tanto che passo le quattro ore di lezione in modo perfetto che quasi sembra che sia fuori
in libertà.

Frequento anche la Biblioteca dove posso prendere qualche libro per leggerlo nel tempo libero che mi rimane nella giornata. Nella Biblioteca ho conosciuto la persona che la gestisce, pronto a mettersi a disposizione dei detenuti che ne hanno bisogno. Nelle mie difficoltà sono riuscito a trovare una condizione quasi perfetta nei comportamenti con gli altri, accettando questo periodo nel migliore dei modi per arrivare il prima possibile a riottenere la mia libertà.

La mia storia è simile a quella dei tanti emigranti che lasciano il proprio paese di origine, la propria terra alla ricerca di una vita migliore.
All’età di ventiquattro anni, nell’anno 2000 sono arrivato in Italia, trovando un’ambiente diverso da quello che conoscevo. Mi fu difficile ambientarmi in un mondo diverso, con un’altra lingua, ma piano piano sono riuscito ad integrarmi. Ho trovato un lavoro in una fabbrica di zincatura, nella quale ho lavorato per diciassette anni.

Mi sono sposato creando la mia famiglia. Mia moglie è una grande donna con la quale ho fatto quattro figli, ma la vita a volte ti mette di fronte a difficoltà e a scelte, anche se si è consapevoli che la strada percorsa è quella sbagliata. Da quella mia decisione è  scaturita la mia condanna che mi ha portato a questa detenzione che sto subendo ormai da sei anni, ma la mia volontà è di superare questo brutto momento per poter tornare dalla mia famiglia, lasciandomi alle spalle questo ricordo da cui ho tratto l’esperienza che mi eviterà di sbagliare di nuovo.

*Pubblicata sul giornale della Casa circondariale di Velletri, “Voci di Ballatoio”, numero 7–settembre 2025, scaricabile da qui: Voci di ballatoio n.7-online.

I numeri di “Voci di ballatoio” finora usciti si trovano nel sito dell’associazione La Farfalla.