Visita della consigliera Droghei alla Casa circondariale di Velletri

"Non possiamo considerare normale che un istituto pensato per poco più di 400 persone ne ospiti oltre 600"
La consigliera regionale del Partito democratico Emanuela Droghei.

“Questa mattina abbiamo visitato la Casa circondariale di Velletri, insieme a una rappresentanza della Camera Penale e al deputato Alessandro Palombi. È stata un’occasione per confrontarci con la direzione, il personale e gli operatori”. E’ quanto dichiara in una nota Emanuela Droghei, consigliera regionale del Lazio.

“Il dato più grave -prosegue Droghei – resta il sovraffollamento: al 1 settembre sono presenti 602 detenuti, a fronte di 412 posti regolamentari, di cui soltanto 386 effettivamente disponibili. Sono 216 persone in più, con un tasso di affollamento di circa il 156%. Inoltre, circa un terzo dei detenuti è in custodia cautelare. Velletri ha però tutte le potenzialità per diventare un carcere modello. Secondo i dati forniti dal carcere alla Camera penale, Stefano Perica sottolinea che circa 209 detenuti hanno un fine pena entro due anni. Occorre lavorare, caso per caso e nel rispetto della legge, sull’accesso alle misure alternative alla detenzione, contribuendo così a ridurre il sovraffollamento e a rafforzare i percorsi di reinserimento, evitando così il forte clima di tensione che abbiamo registrato. A questo si aggiunge una carenza di personale di circa 80 unità”.

“Sul fronte della sanità penitenziaria e della salute mentale- sottolinea Droghei- di competenza regionale, mancano psicologi e psichiatri e restano difficoltà nell’accesso alle visite specialistiche e nei trasferimenti verso le strutture sanitarie esterne. Abbiamo visto anche esperienze importanti da sostenere: il comparto agricolo interno, che offre opportunità di lavoro, la scuola, l’università, la formazione professionale e le attività culturali. Importante anche il lavoro dell’associazione di Suor Fabiola, che si occupa dei bambini in attesa dei colloqui con i genitori”.

“Non possiamo considerare normale- conclude Droghei- che un istituto pensato per poco più di 400 persone ne ospiti oltre 600. Dignità delle persone detenute, condizioni di lavoro adeguate, diritto alla salute e reinserimento devono essere garantiti insieme. Sicurezza, dignità e rieducazione non sono obiettivi alternativi: devono camminare insieme”.