Mi chiamo Nicola,
sono nato e cresciuto a Roma e adesso ho 22 anni. Provengo da una famiglia che del mondo in cui mi trovo attualmente non fa parte.
Faccio parte di una famiglia di tutt’altra etica e ideologia, ma che mi è sempre stata vicina sia nel meglio che nel peggio.
Partendo dal mio arresto, l’11 febbraio 2025, è cambiata la mia realtà, entrando nel circuito carcerario. Adesso vivo le mie giornate tra malinconia e speranza, ma con la consapevolezza che il giorno in cui finirà questa esperienza – che mi ha insegnato e segnato – avrò la capacità di apprezzare quel poco che uno ha e di tenerselo caro, perché la libertà non ha prezzo.
La sera, la notte, i pensieri emergono dalla profondità di queste mura e, tra tristezza e paura, dormire diventa un problema. Mi domando ogni sera come faccio a chiudere gli occhi sapendo che il domani sarà uguale a ieri. Il posto non cambia il pensiero, ma se il pensiero è di natura sbagliata o lo ritieni inopportuno, anche se giri il mondo la risposta sarà sempre uguale.
Ognuno di noi ha degli strumenti con sé: il mio è la riflessione e la scrittura, così da evadere in un’età adulta. Fin da piccolo avevo dei problemi di iperattività e di attenzione, così da sentirmi un po’ solo, con un vuoto dentro…
Andando avanti, pur di avere della socialità, ho preso una strada non buona, iniziando i primi usi di sostanze e avendo problemi con la giustizia. All’età di 17 anni ho intrapreso un percorso comunitario durato 2 anni e un mese, ma purtroppo, se inizi un percorso senza farne parte con la testa e con il cuore, si va solo a peggiorare, perché diventa una forzatura che fa solo incattivire quella parte maligna che era in te.
Successivamente, dopo un percorso di alti e bassi, sono stato bene grazie a una ragazza di nome Flaminia che, comprendendo la mia
persona, mi sosteneva e mi consigliava sempre la strada corretta.
Io, per precedenti motivi, avevo una misura di libertà vigilata. Una volta finito il rapporto con quella ragazza sono sprofondato, per
poi trovarmi nel luogo dove sono ora, dato l’aggravamento della misura.
*Pubblicata sul giornale della Casa circondariale di Velletri, “Voci di Ballatoio”, numero 8–aprile 2026, scaricabile da qui: Voci-di-ballatoio-n.8_online
I numeri di “Voci di ballatoio” finora usciti si trovano nel sito dell’associazione La Farfalla.