Accordo Regione Lazio–Istituto superiore di sanità per monitorare salute e servizi sanitari nelle carceri

Al via un'indagine conoscitiva negli istituti penitenziari del Lazio per raccogliere dati su salute, prevenzione, assistenza sanitaria e organizzazione dei servizi
La sede dell'Istituto superiore di sanità a Roma.

“La disponibilità di dati affidabili e aggiornati costituisce una condizione indispensabile per valutare l’effettività del diritto alla salute negli istituti penitenziari e per individuare eventuali criticità sulle quali intervenire con politiche e servizi adeguati”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, alla notizia dell’accordo di collaborazione scientifica sottoscritto tra Regione Lazio e Istituto superiore di sanità (Iss), per la realizzazione del progetto “Indagine conoscitiva sull’offerta di servizi di prevenzione e cura e sulla salute delle persone detenute e sull’organizzazione dei flussi informativi negli Istituti penitenziari della Regione Lazio”.

L’iniziativa nasce dalla constatazione che, nonostante il trasferimento della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale e regionale avvenuto con il riordino della medicina penitenziaria, in Italia non esiste ancora un sistema strutturato di monitoraggio dello stato di salute della popolazione detenuta. L’obiettivo del progetto è quindi quello di avviare, a partire dal Lazio, una raccolta sistematica di dati sulle condizioni di salute delle persone detenute e sull’organizzazione dei servizi sanitari presenti negli istituti penitenziari.

L’indagine si baserà su indicatori condivisi a livello internazionale e utilizzati dall’Health in prisons programme dell’Organizzazione mondiale della sanità, con particolare attenzione alle malattie infettive e croniche, ai disturbi mentali, alle dipendenze e all’offerta dei servizi di prevenzione e cura.

Nell’ambito dell’accordo, l’Istituto superiore di sanità curerà la predisposizione del questionario, la raccolta e l’analisi dei dati e la redazione di un rapporto tecnico condiviso con la Regione Lazio, le Aziende sanitarie locali e le direzioni degli istituti penitenziari coinvolti.

La Regione Lazio, attraverso il proprio Servizio sanità penitenziaria e l’Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria, coordinerà invece le attività sul territorio, coinvolgendo le Asl e gli istituti penitenziari regionali nella raccolta delle informazioni necessarie alla ricerca.

Tra le finalità dell’accordo figura anche la diffusione dei risultati dell’indagine, che potranno costituire uno strumento utile per orientare le future politiche sanitarie regionali e migliorare la programmazione dei servizi rivolti alle persone detenute.

L’accordo avrà una durata iniziale di 18 mesi, eventualmente prorogabile, e sarà realizzato senza oneri finanziari diretti per le parti firmatarie.