Disabilità e invalidità civile: accordo tra Regione Lazio, Inps e Prap. Anastasìa: “Bene così”

Al via una sperimentazione negli istituti penitenziari del Lazio per semplificare il riconoscimento della condizione di disabilità e l'accesso alle prestazioni collegate per le persone detenute
La sede dell'Inps a Roma.

La Regione Lazio, l’Inps e il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per Lazio, Abruzzo e Molise hanno sottoscritto un protocollo d’intesa sperimentale finalizzato a semplificare il riconoscimento della condizione di disabilità, invalidità civile, cecità civile e sordità civile delle persone detenute negli istituti penitenziari del Lazio.

“Per il sistema penitenziario del Lazio  si tratta di un intervento particolarmente significativo, destinato a rendere concretamente accessibili prestazioni e tutele che la normativa già riconosce alle persone private della libertà personale alle stesse condizioni previste per i cittadini in stato di libertà”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, che nella relazione annuale presentata lo scorso 31 luglio in Sala Mechelli aveva richiamato, ancora una volta, l’attenzione sulle numerose difficoltà che ostacolano l’accesso delle persone detenute ai servizi assistenziali e sociosanitari.

Tra i principali problemi evidenziati da Anastasìa figurano l’assenza di requisiti amministrativi essenziali, come l’iscrizione anagrafica, il possesso di documenti di riconoscimento validi o l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale, condizioni spesso indispensabili per avviare qualsiasi procedura di riconoscimento dell’invalidità o della disabilità.

A ciò si aggiungono la carenza di medici certificatori abilitati alla trasmissione delle pratiche all’Inps, le difficoltà nel reperire enti di patronato disponibili a seguire le procedure all’interno degli istituti penitenziari e, soprattutto, gli ostacoli logistici legati agli accertamenti sanitari. Le persone detenute, infatti, non possono recarsi autonomamente alle visite e le scorte della Polizia penitenziaria non sempre consentono il trasferimento presso le sedi esterne dell’Inps.

Proprio per superare tali criticità, il nuovo protocollo prevede che, ove possibile, gli accertamenti vengano effettuati sulla base della documentazione sanitaria già disponibile oppure attraverso visite delle commissioni medico-legali direttamente negli istituti penitenziari, evitando la convocazione delle persone detenute presso i Centri medico-legali dell’Inps.

La sperimentazione interesserà inizialmente gli istituti penitenziari di Regina Coeli, Rebibbia, Civitavecchia e Velletri e avrà una durata di dodici mesi.

L’accordo disciplina inoltre le procedure successive al riconoscimento della disabilità, attraverso modalità coordinate per la raccolta e la trasmissione delle informazioni amministrative e socioeconomiche necessarie all’erogazione delle prestazioni economiche eventualmente spettanti.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un modello organizzativo stabile e condiviso tra sistema sanitario regionale, Inps e amministrazione penitenziaria, capace di garantire tempi più rapidi, minori adempimenti burocratici e una più effettiva tutela dei diritti delle persone detenute.