Sul palco si sono esibiti tre detenuti che hanno partecipato al laboratorio teatrale e un attore dello staff artistico, offrendo una rilettura intensa dell’opera di Beckett, il cui tema centrale, l’attesa, ha trovato un’immediata corrispondenza con l’esperienza della detenzione.

Attori, registi e operatori teatrali sul palco con i Garanti e la direttrice dell’istituto penitenziario.
Al termine della rappresentazione, si è svolto un confronto al quale hanno preso parte, oltre al Garante regionale Stefano Anastasia, la Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, la direttrice dell’istituto, Vera Poggetti, gli operatori del progetto.
Nel suo intervento, Anastasia ha sottolineato il valore del teatro come strumento di espressione e riconoscimento della persona: “L’ho visto qui in scena oggi e lo vedo ogni volta che incontro il teatro in carcere: è una forma diretta di espressione dei sentimenti. Una delle conseguenze più dolorose della detenzione è la perdita del tempo. Avere la possibilità di esprimersi attraverso la partecipazione alla realizzazione di un’opera d’arte, come quella teatrale, restituisce voce a persone che non sono limitate soltanto nella libertà di movimento, ma anche nelle occasioni di esprimere pienamente sé stesse. Questa è la grande forza del teatro in carcere”.
Il Garante ha inoltre ringraziato Francesca Rotolo e gli operatori di MAST Officina delle Arti per il lavoro svolto, auspicando che esperienze come questa possano proseguire e consolidarsi nel tempo.
Uno dei detenuti-attori ha evidenziato il profondo parallelismo tra l’opera di Beckett e la vita quotidiana all’interno dell’istituto: “In carcere si vive nell’attesa. Si aspetta il colloquio con i familiari, il permesso premio, un’udienza, una risposta, una data. L’attesa diventa una dimensione permanente della vita. Per questo Aspettando Godot ci è sembrato un testo capace di parlare direttamente della nostra esperienza”.
Salvatore “Sasà” Striano, attore ormai affermato, formatosi a Rebibbia, insieme con l’indimenticabile Cosimo Rega, con cui ha recitato nel film Cesare deve morire, dei fratelli Taviani, premiato con l’orso d’oro a Berlino, ha collaborato con Mast alla produzione dell’evento e ha salutato attori e ospiti della casa circondariale rivendicando orgogliosamente di essere per sempre uno di loro.
La direttrice dell’istituto, Vera Poggetti, ha infine consegnato gli attestati ai detenuti che hanno completato il laboratorio teatrale, momento conclusivo di un percorso artistico e formativo che ha coinvolto i partecipanti non soltanto come attori, ma anche nella scoperta delle diverse professionalità legate al mondo dello spettacolo.