Clima sereno all’Ipm, ma non mancano problemi, soprattutto strutturali

Il Garante Anastasìa, e la Garante di Roma Capitale, Calderone, in visita di monitoraggio all’istituto penale per i minorenni. Con loro anche il consigliere regionale Valerio Novelli  
La Garante di Roma Capitale, Calderone, e il Garante regionale, Anastasìa, all'ingresso dell'Ipm Casal del Marmo.

A distanza di una settimana dalla notizia dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma sull’Istituto penale per i minorenni di Roma ‘Casal del Marmo’. in cui dieci agenti della Polizia penitenziaria sono finiti nel registro degli indagati, accusati, a vario titolo, di tortura, lesioni e falso ideologico, ai danni di alcune persone detenute, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, si sono recati in visita di monitoraggio nell’istituto. Ha partecipato alla visita anche il consigliere regionale Valerio Novelli, , membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio. Ad accogliere la delegazione il direttore dell’istituto, Giuseppe Chiodo.

In merito all’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma, Anastasìa e Calderone hanno appreso che otto dei dieci agenti coinvolti sono ancora in servizio nell’Ipm, ancorché fuori dalle sezioni detentive. Comunque, il clima interno è apparso sereno e molti ragazzi erano impegnati nelle attività offerte dall’istituto, dalle scuole e dal volontariato.

I Garanti e il consigliere regionale Novelli, primo da destra, all’ingresso dell’Ipm, prima di iniziare la visita di monitoraggio.

Accompagnati dal direttore, dagli operatori della Polizia penitenziaria e dalla funzionaria pedagogica Daniela Corbo, la delegazione ha visitato le tre palazzine separate destinate alla detenzione (femminile, maschile minorenni e maschile giovani adulti), constatando lo stato di abbandono e di degrado, in particolare delle palazzine riservate ai ragazzi, e si è poi recata nell’area sanitaria, dove ha incontrato la responsabile, la dottoressa Giulia Bonavolontà, e la psicologa Lucia Chiappinelli, referente aziendale della Asl Roma 1 per la giustizia minorile.

“E’ un istituto che soffre di gravi problemi strutturali, di recupero e manutenzione di spazi – hanno dichiarato Anastasìa e Calderone, al termine della visita – L’anno prossimo a inizio 2027 dovrebbe avvenire la consegna dell’edificio destinato al Centro di prima accoglienza, agli uffici e all’area sanitaria, ora ospitata in container all’esterno. Inoltre, dovrebbero essere finalmente stanziati i fondi per la risistemazione del laboratorio di cucina e del laboratorio pane, pizzeria e pasticceria. Si spera che ciò avvenga velocemente, perché quella sarebbe una parte importante di progettualità che negli ultimi anni è mancata all’Ipm”.

“Salutiamo con soddisfazione l’approvazione di un articolo 21, per un detenuto che dunque ora può lavorare in una falegnameria all’esterno, ancorché per un solo giorno a settimana. Auspichiamo che ce ne possano essere altri, con l’adeguamento della piccola sezione ad essi destinati”, hanno concluso Anastasìa e Calderone.

Le persone detenute presenti nell’Ipm al momento della visita erano 56: 27 ragazzi minorenni nella palazzina minorenni, su 27 posti disponibili, nove di sesso femminile, nella palazzina destinata alle donne, a fronte di 27 posti regolamentari, 20 nella palazzina destinata ai giovani adulti, a fronte di 25 posti. Nelle prossime settimane, i Garanti indirizzeranno alla direzione dell’istituto le loro osservazioni con le raccomandazioni relative alle aree di miglioramento individuate.