La Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale si è riunita in assemblea venerdì 27 febbraio a Roma, nel Centro del servizio per il volontariato (Csv), ospite dell’associazione “Conosci”. All’assemblea hanno partecipato Garanti territoriali sia in presenza che da remoto. Alla prima parte dei lavori hanno partecipato anche il presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Riccardo Turrini Vita, e il membro del Collegio Mario Serio.

Da sinistra: Ciambriello, Turrini Vita, Anastasìa.
Dopo l’introduzione del Portavoce, Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale, ha preso la parola Turrini Vita, il quale ha sviluppato gli aspetti normativi dei rapporti tra l’autorità di garanzia da lui presieduta e i Garanti territoriali, con particolare riguardo ai casi di delega, e il tema dei relativi poteri e attribuzioni, auspicando nel contempo che si giunga a un accordo quadro, volto a definire i rapporti tra Garante nazionale e Garanti territoriali.
Turrini Vita ha avuto poi modo di ascoltare gli interventi del Garante del Lazio, Stefano Anastasìa, del Garante regionale della Liguria, Doriano Saracino, del Garante della provincia autonoma di Trento, Giovanni Pavarin, e della Garante comunale di Torino, Diletta Berardinelli.
Nel suo intervento, Anastasìa ha evidenziato che, più che concentrarsi sui meccanismi di delega, è importante definire le competenze concorrenti tra il Garante nazionale e i Garanti territoriali, partendo dalle visite di monitoraggio e dalle modalità di gestione dei reclami provenienti dalle persone ristrette negli istituti penitenziari, nelle Rems e nei Cpr.
“Spesso – ha sottolineato Anastasìa – i detenuti scrivono a tutti: al Garante nazionale, ai Garanti locali, al ministero. Dovremmo trovare una forma di raccordo, in modo da non confondere gli interessati, per esempio facendo valere i principi costituzionali di sussidiarietà e competenza, secondo cui – per esempio – istanze relative a prestazioni sanitarie dovrebbero essere di competenza dei garanti regionali, quelle anagrafiche o di assistenza sociale dei garanti comunali, quelle inerenti responsabilità di amministrazioni centrali dello Stato di competenza del Garante nazionale”.
Anastasìa ha inoltre portato all’attenzione dell’assemblea e del Garante nazionale anche le problematiche derivanti da interpretazioni restrittive relative all’accesso dei collaboratori del Garante negli istituti penitenziari, nelle Rems e nei Cpr.
Nella sua replica, Turrini Vita ha ringraziato per l’invito e per lo spirito di collaborazione dell’assemblea, e attende un’ipotesi di protocollo tra la Conferenza e l’ufficio del Garante nazionale.
I lavori sono poi proseguiti con gli interventi di tutti i garanti arrivati a Roma e con quelli che da remoto hanno chiesto di intervenire. La Conferenza ha poi approvato l’istituzione di otto gruppi di lavoro:
- giovani adulti;
- dimittendi;
- anagrafe, Caf, Inps, tessera sanitaria e permesso di soggiorno;
- minori;
- detenzione femminile;
- Cpr e immigrati;
- condizioni detentive in generale;
- Tso, salute mentale, sanità penitenziaria.
La Conferenza ha infine chiesto al proprio Portavoce, Ciambriello, di scrivere una lettera al capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Stefano De Michele, per chiedergli un incontro, onde discutere delle problematiche delle carceri italiane.


Foto dei Garanti territoriali al termine dell’assemblea della Conferenza che si è svolta a Roma il 27 febbraio 2026.