di Daniele D.S.

Tutti – o quasi – pensano che per i detenuti sia sempre domenica. Ma non sanno che, in realtà, per noi il tempo non passa mai. A volte sembra che ci vogliano tre giorni per farne passare uno solo! La domenica, in particolare, è un giorno in cui tutto si ferma. E mentre tutto si ferma, i pensieri e i sentimenti dei detenuti iniziano a muoversi: vanno verso la famiglia, gli affetti, e verso tutte quelle cose che si è soliti fare proprio la domenica. Un pranzo fuori con gli amici o con i propri cari, un hobby da coltivare, il piacere di avere tempo per sé.
Proprio mentre sto scrivendo queste righe, entrano nella stanza (la cella) due dei miei compagni. Parlando tra loro, uno chiede all’altro:
— Cosa possiamo inventarci per far passare il tempo?
E l’altro, sconfortato, risponde:
— Che ne so… oggi è domenica!
Fuori, la domenica può essere un giorno di riposo, di svago. Qui in carcere, invece, le cose da fare sono sempre le stesse. Ed è proprio per questo che la domenica diventa pesante, inutile, molto più lunga di qualunque altro giorno. E così, visto che il tempo sembra non passare, ci ritroviamo assorti nei nostri pensieri. Pensiamo alla libertà che ci manca, ai momenti vissuti prima di finire ristretti in questo posto. Mentre continuo a scrivere, alzo lo sguardo e guardo fuori dalla finestra. Vedo passare alcune macchine, scorgo qualche casa in lontananza. Poi il mio sguardo si unisce, nella mia mente, al mio cuore: insieme immaginano un percorso che mi riporta a casa, dove dico a mia moglie e a mia figlia: “Eccomi, sono tornato! Svelti, prepariamoci: vi porto al mare!”. Poi mi rendo conto che non stavo immaginando, ma sognando a occhi aperti. Mi guardo intorno: sono dentro la mia cella.
Amareggiato, abbozzo un sorriso e dico tra me e me: “Che palle, è solo domenica…”. Spero solo che le domeniche che mi restano da trascorrere in carcere passino in fretta. Vorrei solo tornare alla normalità, per poter vivere le domeniche non più nell’immaginazione, ma nella pienezza della realtà.
Pubblicato sul giornale della Casa circondariale di Velletri, “Voci di Ballatoio”, numero 4 –agosto 2025, scaricabile da qui: Voci di ballatoio n.4
I numeri di “Voci di ballatoio” finora usciti si trovano nel sito dell’associazione La Farfalla.