“Lettere al Garante”, un ponte tra il dentro e il fuori, tra chi vive il carcere e chi ne conosce soltanto le cronache

Le testimonianze raccolte dal Garante campano, Ciambriello, al centro dell’incontro promosso dal Garante del Lazio e da Conosci aps sui temi della detenzione e dei diritti delle persone private della libertà
L'immagine della copertina del libro di Ciambriello.

Mercoledì 7 ottobre 2026, dalle ore 16.00, presso il Centro di servizio per il volontariato (Csv) di Roma, in via Liberiana 17, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e il Coordinamento nazionale operatori per la salute nelle carceri italiane (Conosci aps) promuovono un seminario di studio dedicato alla presentazione del volume “Lettere al Garante. Voci dal carcere tra diritti negati, paure e speranze” di Samuele Ciambriello, Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale e Garante della Regione Campania.

L’incontro sarà moderato dal presidente di Conosci, Sandro Libianchi, e vedrà la partecipazione di Giacinto Siciliano, Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per Lazio, Abruzzo e Molise, Marina Finiti, presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma, Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Padre Lucio Boldrin, cappellano di Rebibbia Nuovo Complesso, Gianfranco De Gesu, già direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, e dei Garanti Anastasìa e Ciambriello.

Pubblicato da IOD Edizioni nella collana Cronisti Scalzi, il volume “Lettere al Garante” raccoglie decine di lettere inviate da detenuti e detenute che hanno affidato alla scrittura le proprie richieste di aiuto, le denunce, le paure, le sofferenze quotidiane e il desiderio di una seconda possibilità. Attraverso le loro testimonianze emergono i temi del sovraffollamento, della solitudine, della lontananza dagli affetti, delle difficoltà sanitarie, del disagio psichico e delle criticità del reinserimento sociale.

«Queste lettere sono un ponte tra il dentro e il fuori, tra chi vive il carcere e chi ne conosce soltanto le cronache. Danno voce a persone spesso invisibili e ci interrogano sull’idea di giustizia e di umanità che vogliamo costruire come società», sottolinea Ciambriello.

La prefazione del volume è firmata da Anastasìà, che definisce il libro «un piccolo atto rivoluzionario, che apre uno squarcio nel muro dietro cui è nascosta l’esecuzione della pena detentiva e restituisce dignità a chi è senza voce».

Nota: la sala può contenere un numero limitato di ospiti. Si suggerisce pertanto di inviare in anticipo la propria adesione alla segreteria organizzativa del Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane (Co.N.O.S.C.I. APS) all’indirizzo e-mail conosci2000@hotmail.com. La partecipazione sarà confermata fino a esaurimento dei posti disponibili.