Rebibbia, “Le stanze della socialità sono occupate da brande”

Visita dei Garanti Anastasìa e Calderone alla Casa circondariale che soffre per un sovraffollamento del 156 per cento, aggravato dai recenti trasferimenti dal carcere di Regina Coeli
Anastasìa e Calderone all'ingresso della Casa circondariale di Rebibbia.

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, stanno effettuando un’approfondita visita di monitoraggio alla Casa circondariale di Roma Rebibbia Nuovo complesso.

Durante la prima parte della mattinata di ieri si è svolto un incontro con la direttrice reggente, Maria Donata Iannantuono, i funzionari dell’area educativa e amministrative e i dirigenti della polizia penitenziaria, durante il quale i Garanti hanno preso atto delle principali criticità determinate dal sovraffollamento, e le necessità relative agli interventi strutturali che dovrebbero essere attuati.

Nel corso dell’incontro è emerso chiaramente che gli arrivi da Regina Coeli, a seguito del crollo della volta della seconda rotonda e la chiusura degli accessi in quell’istituto, ora solo parzialmente riaperti, costituiscono una vera e propria emergenza nella gestione complessiva della vita dell’istituto, con la conseguente trasformazione della casa circondariale di Rebibbia nella principale casa di arresto di Roma, tanto che alcune stanze destinate alla socialità sono state trasformate in stanze di detenzione, per 11 persone, con un solo servizio igienico e senza mobilio.

I detenuti presenti sono 1.671, a fronte di 1071 posti disponibili, con un tasso di affollamento del 156%. Nel corso dell’incontro di ieri, è stato segnalato che i lavori per la realizzazione di un nuovo padiglione di 400 posti previsti nel piano carceri del 2010 sono attualmente fermi in attesa che l’Amministrazione proceda a una nuova gara per un nuovo affidamento dei lavori.

Si sono poi affrontate diverse questioni relative alle problematiche connesse alle necessarie manutenzioni ordinarie che non si riescono a realizzare, a causa della scarsità di risorse finanziarie e professionali disponibili. La direttrice ha anche esposto la sua intenzione di riorganizzare al meglio gli spazi detentivi, nonostante le difficoltà causate dal sovraffollamento, in particolare quelli della media sicurezza, per garantire una loro effettiva separazione dagli spazi destinati ai detenuti comuni.

La mattinata di ieri è proseguita con la visita al reparto G6, riservato ai detenuti in isolamento, alle sale colloqui, alla cucina e ai laboratori, nel pomeriggio ai reparti G8 e G9. La visita dei Garanti Anastasìa e Calderone sta proseguendo oggi all’interno di tutti gli altri reparti detentivi dell’istituto. Nelle prossime settimane, i Garanti indirizzeranno alla direzione dell’istituto le loro osservazioni con le raccomandazioni relative alle criticità rilevate.