Il Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, denuncia un caso di “pena di morte”.
“Questa notte – si legge giovedì 9 aprile in un post del Garante su Fb – un signore che aveva appena compito 69 anni è morto nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo – spiega il Garante – Entrato nel carcere di Civitavecchia poco più poco più di un anno fa per una condanna in contumacia a due anni e mezzo per truffa e con una grave forma di diabete, in carcere gli è stato diagnosticato un carcinoma alla prostata con metastasi e crolli vertebrali. Infine un ictus gli ha causato afasia ed emiplegia”.
“Nel marzo scorso è stato ricoverato a Viterbo – aggiunge Anastasìa – Da allora l’equipe medica ha mandato due relazioni all’autorità giudiziaria, rappresentando la necessità di continui accessi a strutture sanitarie esterne, di fatto incompatibili con la detenzione in carcere”.
“La (pena di) morte ha anticipato di un anno la fine di una sadica pena temporanea”, conclude il Garante.