I dati relativi alle distribuzioni delle persone detenute straniere negli istituti penitenziari del nostro Paese resi noti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), relativi alla situazione registrata alla data del 31 marzo, descrivono un quadro relativamente stabile della loro incidenza sul totale dell’intera popolazione ristretta. Infatti, da circa cinque anni le percentuali che si registrano sono generalmente comprese tra un minimo del 31,4% e un massimo del 31,8%.
Il dato più recente registrato a fine marzo certifica la presenza di 20.130 persone detenute straniere su 63.977, che corrispondono a una percentuale del 31,5%. Si tratta valori molto simili a quelli registrati a fine 2025, mentre, rispetto al dicembre 2024, si è registrata una riduzione di circa 300 unità.

In questo contesto va comunque considerato che la distribuzione geografica risulta decisamente concentrata negli istituti penitenziari del Nord, dove i detenuti stranieri complessivamente presenti sono 10.827 e rappresentano il 47,5% dell’intero insieme della popolazione ristretta. In particolare, in Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Liguria e Val D’Aosta gli stranieri rappresentano la quota maggioritaria dei presenti.
La popolazione detenuta straniera nel Lazio
Nel Lazio, i detenuti stranieri presenti sono 2.390 corrispondenti al 35,6% dell’intera popolazione detenuta. Risultano in diminuzione circa 60 unità rispetto alla fine del 2024.
Per quanto riguarda in particolare la nostra regione sono piuttosto importanti le differenze che si verificano nei singoli istituti di pena. Infatti, le percentuali sono decisamente diverse e le situazioni di Rieti, Regina Coeli e Civitavecchia, dove i detenuti stranieri sono poco più o poco meno della metà di tutti i presenti si configurano come particolari.
Passando poi a valutare più approfonditamente alcune caratteristiche e differenze tra detenuti stranieri e italiani l’aspetto più significativo è costituito dalle composizioni in base alla posizione giuridica e alla durata delle pene sia inflitte che da scontare.
In tutta Italia le incidenze delle persone in attesa di giudizio, alla data del 31 dicembre 2025, risultavano pari al 28,9% per gli stranieri e del 22,7% per gli italiani. Nel Lazio alla stessa data i detenuti stranieri in attesa di giudizio erano addirittura il 38% a fronte di una percentuale del 29,6% per gli italiani.
Quanto alla durata media della pena inflitta risulta di poco superiore ai 9 anni per gli italiani e di 6 anni e tre mesi per gli stranieri.
Oltre a presentare percentuali maggiori di detenuti in attesa di giudizio, sono in proporzione superiori agli italiani i detenuti stranieri con un residuo di pena inferiore ai due anni che, almeno in parte, potrebbero quindi accedere a misure alternative alla detenzione: in tutta Italia sono il 31,4% a fronte di una percentuale del 23,4% tra gli italiani.

Si confermano anche le differenze di età: l’età media dei detenuti stranieri è significativamente inferiore rispetto a quella degli italiani (37,3 vs. 45,4 in tutta Italia, 38,4 vs. 45,3 nel Lazio.
Bisogna anche sottolineare che i detenuti stranieri presenti con meno di 35 anni sono il 44% in Italia e il 40% nel Lazio.
Si conferma, quindi, quel quadro che avevamo già delineato in passato di una popolazione straniera ristretta composta soprattutto da giovani in attesa di giudizio o con condanne relativamente lievi.
Le nazionalità presenti nelle nostre carceri
Guardando alle nazionalità, complessivamente nel Lazio sono presenti detenuti appartenenti a 106 nazionalità diverse, ma gli appartenenti alle prime dieci più numerose costituiscono esattamente i due terzi: il 66%. In tutta Italia le nazionalità presenti sono 147 e i detenuti delle prime dieci sono il 71%.

In tutta Italia i detenuti marocchini costituiscono la comunità più numerosa, rappresentando il 22% dell’intera popolazione straniera presente.
Nel Lazio i detenuti di nazionalità più numerosa sono i rumeni che costituiscono il 19% della popolazione straniere detenuta e che rappresentano invece il 10% a livello nazionale. Al secondo posto per numerosità i cittadini albanesi (sono il 10% sul totale nel Lazio e in Italia). I provenienti dal Marocco infine con il 9% si collocano al terzo posto per grado di incidenza.

