Mi chiamo Gianluca,
sono nato a Roma il 29-03-1975, sono rimasto vedovo, ma ho cinque figli e una meravigliosa nipotina.
Sono circa diciotto mesi che mi trovo ristretto per uno sbaglio che riconosco di aver fatto, ma del quale ne farò tesoro evitando che si ripeta nuovamente. Mi mancano i miei figli, per loro sono pronto a ricominciare da capo. Le giornate sono tutte uguali, ho tre compagni di stanza con i quali convivo ed ognuno di noi svolge le mansioni utili per l’andamento giornaliero (pulizie, cucina etc).
Sto seguendo un percorso trattamentale frequentando la scuola di Agraria. A fine giornata, una volta chiuse le sbarre cominciano i pensieri, a volte siamo aiutati magari da un programma televisivo con il quale riusciamo ogni tanto a sorridere, altrimenti sono assorto nei miei pensieri dove penso alle difficoltà che possono avere i miei familiari o al dispiacere che provo nel non poter abbracciare la mia nipotina. La mia fortuna è vederli ai colloqui visivi quando mi vengono a trovare, mi sono vicini, mi danno la forza di oltrepassare questo momento in attesa della mia libertà.
Sono nato a Roma da genitori di tutto rispetto che mi hanno insegnato il rispetto e i valori per affrontare la vita. I primi dieci anni della mia vita, ho abitato in una delle piazze più belle di Roma “PIAZZA NAVONA”. Con i miei amici facevamo il bagno in quelle che sono i monumenti storici della nostra città e dove nel periodo natalizio si vestiva di caratteristica bellezza nel ricevere ogni tipo di bancarella, con regali e dolci. Questo la rendeva il punto di ritrovo di tutte le famiglie romane che acquistavano alimenti tipici e regali per i bambini. Ciò durava fino all’Epifania, quindici giorni di continua festa: potete immaginare la mia felicità nel viverla. Successivamente ci trasferimmo in un’altra zona di Roma, Viale Somalia. Con fatica mi sono dovuto ambientare, frequentavo la scuola primaria dove vivevo i primi approcci con ragazzi della mia età, qualcuno che si impersonava il bullo del momento e che io con il mio carattere non sopportavo. Dopo qualche anno, finite le scuole dell’obbligo ci trasferimmo di nuovo andando a vivere ad Ostia. Iniziava il mio percorso, la mia nuova identità.
Roma si ama, non si discute: il mio tifo sfrenato è sempre stato dedicato alla mia squadra del cuore. Frequentavo lo stadio ed entrai a far parte di un gruppo famoso della curva sud. Oltre questo facevo parte anche del “Fronte della Gioventù” dove si parlava spesso di politica, nuovi amici con i quali uscivo la sera frequentando locali da ballo prima, e notturni poi. Cosa dire, vedevo prospettive di bella vita, soldi facili, ma non mi feci trasportare; aprii un locale mio usando le mie conoscenze per l’avviamento dello stesso e fu lì che conobbi la mia “Fabiola”.
Con lei ho creato la mia famiglia, sono nati i miei cinque figli, ma lei ne aveva già due che ho cresciuto insieme ai miei come se fossero miei figli. Entrai a lavorare con l’Ama, allora considerato un posto fisso, ma la mia famiglia era numerosa. “Fabiola” si ammalò ed iniziò un periodo buio, un continuo calvario, fino al punto che per questo motivo, fui licenziato.
Questa difficoltà mi fece trovare di fronte a tanti problemi di natura economica. La mia “Fabiola” è deceduta, la mia situazione mi travolgeva. Affrontai la situazione rimboccandomi le maniche, molto spesso ero assente per il mio lavoro: nel frattempo avevo iniziato a fare il camionista. Arrivarono i servizi sociali che presero spunto per togliermi i miei figli.
Cominciò così un lungo percorso di cause con i Tribunali dei minori, quattro cause dove poi alla fine la ragione fu a mio favore al punto di aver ricevuto un elogio dalla giudice Francesca Stilla come un buon padre e buon marito. Dopo tempo, mia figlia Veronica si fidanzò e concepì una figlia “ la mia Nipotina Kloe”, la mia vita.
Gli altri quattro figli si sono al momento appoggiati presso una casa famiglia a Fregene dove li andavo a trovare nel fine settimana. Rimanevo tutti i giorni sempre vicino a loro anche quando non ero presente con delle video chiamate. A maggio del 2024 venivo arrestato con una pena sospesa di un anno e tre mesi. Poi il 22 luglio dello stesso anno venivo arrestato di nuovo, una data per me molto importante: era il compleanno della mia dolce “Fabiola” mia moglie, e la nascita della mia squadra del cuore la “Roma”, tutto questo ha un prezzo da pagare…..
Questo è stato il mio destino, oggi più che mai nei miei ricordi sono convinto di quanto mia moglie mi amava e mi ricordo le sue parole: “il nostro amore è oltre”. Da allora io cerco di vedere sempre oltre, mi riunirò ai miei figli che amo, ritroverò la libertà.
*Pubblicata sul giornale della Casa circondariale di Velletri, “Voci di Ballatoio”, numero 7–settembre 2025, scaricabile da qui: Voci di ballatoio n.7-online.
I numeri di “Voci di ballatoio” finora usciti si trovano nel sito dell’associazione La Farfalla.