Nell’ambito della manifestazione Itaca 2026, promossa dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Emanuele Cangemi, è stato conferito il Premio Itaca 2026 a numerose personalità del mondo delle istituzioni, della cultura, dello sport e della medicina. Tra i premiati anche il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa.
Nel corso della cerimonia è stata letta la seguente motivazione: “È una delle figure più autorevoli nella tutela dei diritti fondamentali del sistema penitenziario. Dal 2016 ricopre l’alto ruolo istituzionale di Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale per la Regione Lazio e ha guidato come portavoce l’intera Conferenza dei Garanti territoriali italiani. Fondatore, già presidente dell’associazione Antigone, ha servito lo Stato come capo segreteria del sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria e come consulente della Commissione per i diritti umani del Senato. Accademico insigne e professore di Filosofia del diritto presso Unitelma Sapienza e autore di saggi di riferimento per editori come Mondadori. Un uomo dello Stato che ha saputo tradurre il rigore della dottrina giuridica in una costante, altissima missione di dignità e riscatto sociale.”
Dopo la consegna del riconoscimento, Anastasìa ha richiamato l’attenzione sulle principali criticità del sistema penitenziario, soffermandosi in particolare sulla necessità di rafforzare gli investimenti nei percorsi di reinserimento sociale e nella tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute.

“Le difficoltà maggiori – ha dichiarato Anastasìa – ovviamente sono legate alle risorse interne ed esterne, alla possibilità di investimento su, per esempio, i percorsi di reinserimento, ma anche sulla tutela dei diritti fondamentali.”
Il Garante ha quindi evidenziato il tema dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari: “Il problema della salute in carcere è un grandissimo problema su cui è necessario investire perché le persone hanno diritto, così come tutti, a un’assistenza sanitaria adeguata.”
Anastasìa ha infine ricordato il lavoro svolto in questi anni insieme alla Regione Lazio per rafforzare la rete dei servizi sanitari negli istituti penitenziari del territorio, esprimendo fiducia sulla possibilità di conseguire ulteriori risultati nei prossimi anni. “Spero che i risultati possano venire ancora e arriveranno, ne sono convinto”, ha concluso il Garante.