“Il problema delle Rems è fuori dalle Rems, in un eccesso di input, legato a vecchi pregiudizi nei confronti della malattia mentale, e in un difetto di output, dovuto dalla sofferenza del sistema territoriale di salute mentale che non riesce a garantire l’ordinario deflusso delle persone prive di reale pericolosità sociale e che potrebbero uscire dalle Rems molto prima di quanto non riescano a fare”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, al termine di un’approfondita visita di monitoraggio alle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Subiaco, “Castore” e “Polluce”, effettuata giovedì 23 aprile. La sede delle due Rems è nel presidio ospedaliero A. Angelucci di Subiaco, in Contrada Colle Cisterna.
Ciascuna Rems ospita 20 persone di sesso maschile con disturbi mentali autori di reato, su disposizione dell’autorità giudiziaria. Prestazioni erogate: trattamento clinico, assistenziale, riabilitativo integrato di pazienti affetti da disturbi mentali.

Il campo polivalente delle Rems di Subiaco.
Il Garante ha incontrato la dottoressa Alessia D’Andrea, referente della Uosd Rems “Castore” della Asl Rm 5, e il dottor Corrado Vilella, referente della Rems “Polluce”, ai quali ha presentato il nuovo servizio di sportello del suo ufficio all’interno delle strutture, affidato in convenzione al dipartimento di scienze giuridiche ed economiche di Sapienza, università di Roma.

Il Garante durante il colloquio con il personale sanitario della Rems “Polluce”.
Nella Rems “Castore”, gli internati sono alloggiati in nove stanze doppie e due singole, con bagno in ogni stanza. Analoga configurazione nella Rems “Polluce” Una sala mensa e due sale per il tempo libero e le attività in comune, una biblioteca, computer, sala riunioni, una palestra. Presente un’area esterna, una parte in prato e una in mattonato, con recinzione e videosorveglianza, e un campo polivalente con reti da basket, calcetto e pallavolo. In entrambe le strutture naturalmente sono presenti stanze per i medici, per gli psicologi, per i terapisti della riabilitazione, per gli infermieri. I colloqui con familiari, operatori esterni, avvocati si svolgono in apposite sale. Compatibilmente con le condizioni meteo possono essere svolti anche nello spazio esterno.
Tra le problematiche evidenziate nel corso dell’incontro con la referente della Rems “Castore”, D’Andrea, le difficoltà nell’ottenere le informazioni sanitarie necessarie dal fascicolo giudiziario dell’internato al suo arrivo, difficoltà mitigate dall’esistenza di una cartella clinica elettronica di coloro che sono stati già in cura in una struttura della Asl Rm 5 . Inoltre, nonostante le richieste siano effettuate per tempo al Nucleo della Polizia penitenziaria di Roma Rebibbia, non sempre sono assicurati i trasferimenti degli internati nelle aule di tribunale.
Difficoltà sono state evidenziate anche per le comunicazioni con la cancelleria del magistrato di sorveglianza. Problemi di natura burocratica sulle posizioni anagrafiche e e sulle residenze, insieme con una limitata ricettività delle strutture territoriali, impediscono frequentemente l’evoluzione dei percorsi terapeutici all’esterno, in libertà vigilata.
