“È stata una visita molto interessante e istruttiva, soprattutto per l’impegno profuso dall’amministrazione penitenziaria del libero Stato di Sassonia per il reinserimento delle persone detenute nella società. In quel Paese, l’esecuzione penale è materia di competenza dei Länder. Non esiste il sovraffollamento carcerario, anche perché gli autori di molti reati minori non sono condannati a pene detentive, e questo contribuisce a garantire condizioni di detenzione di gran lunga migliori delle nostre”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, al termine della visita effettuata il 28 e 29 gennaio scorsi in quattro istituti del bundesland tedesco.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un rapporto di collaborazione sviluppato sulla base di un Protocollo d’intesa siglato nel 2016 e rinnovato nel 2021 che prevede, tra l’altro, la possibilità di cooperazioni tra le istituzioni di giustizia della Regione Lazio e del libero Stato di Sassonia.
Nella prima giornata di visita, il Garante, accompagnato dalle dottoresse Federica Graziani e Ludovica Cherubini Scarafoni, ha visitato una struttura aperta per donne condannate, situata a Mahorn, un distretto della piccola città di Wilsdruff, che si trova al margine settentrionale della foresta di Tharandt, dove alloggiano sei donne, in attuazione del progetto denominato “Halbe Treppe”. Dopo una fase di fondazione, si prevede l’espansione del progetto fino a sei sedi. In una fase successiva, le donne che sono anche madri e desiderano vivere di nuovo con i loro figli dopo la prigionia riceveranno un sostegno concreto, permettendo loro di compiere una transizione verso la vita libera.

L’ingresso della struttura aperta per donne, situata a Mahorn, un distretto della piccola città di Wilsdruff (1300 abitanti), al margine della foresta di Tharandt, in Sassonia.
Il Garante si è poi recato al carcere femminile di Chemnitz, istituzione sassone centrale per l’esecuzione delle detenute provenienti dagli Stati Liberi di Sassonia e Turingia, dove ha incontrato il capo dell’amministrazione penitenziaria sassone, Jörn Goeckenjan.
Nella seconda giornata, il Garante Anastasìa ha visitato il carcere di Lipsia e la sezione psichiatrica del centro clinico che si trova al suo interno, nonché il carcere di Zeithain, struttura destinata a condannati con pene fino a cinque anni di detenzione. Nel carcere di Lipsia erano presenti 383 detenuti al momento della visita, a fronte di di una capienza totale di oltre 500 posti. L’ospedale del carcere di Lipsia funziona per tre Länder: Sassonia, Turingia e Anhalt, servendo 20 istituti penitenziari. La sua capienza è di 80 posti. Al momento della visita c’erano 38 pazienti.
La struttura di Zeithain ospita detenuti di sesso maschile ammessi al lavoro all’esterno e dispone di un centro creativo dedicato alle arti, quali teatro, ceramica, musica e cinema, impiegando cinque arteterapisti, oltre a vari freelance attivi nei campi dell’educazione musicale, della musicoterapia e del teatro.

L’ingresso del carcere femminile di Chemnitz.

L’ingresso dell’istituto penitenziario di Zeithain dove il Garante ha visitato il centro creativo.