Viterbo, visita di monitoraggio alla Casa circondariale: ecco com’è andata

Le stanze, pensate per ospitare un solo detenuto, ne ospitano due. Tasso di affollamento: 170%
Il Garante Anastasìa al termine della visita di monitoraggio.

“C’è anche qui una condizione di sofferenza, dovuta al fatto che le stanze, pensate per alloggiare una sola persona, ne ospitano sistematicamente due. Di fatto il letto a castello, fissato al pavimento per recenti disposizioni superiori, impedisce la completa apertura di un’anta della finestra di cui non ora, ma in estate ci sarebbe senz’altro bisogno”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, al termine della visita di monitoraggio effettuata mercoledì 11 febbraio alla Casa circondariale di Viterbo, “Nicandro Izzo”. Al momento della visita, nell’istituto, aperto e funzionante dal 1993, i detenuti presenti erano 688, a fronte di 405 posti effettivamente disponibili (440 posti la capienza regolamentare), e un tasso di affollamento del 170%.

“Le sale per la “socialità” (quattro ore al giorno, due al mattino, due al pomeriggio, ndr) – ha proseguito Anastasìa – sono molto grandi e capienti, ma non riscaldate a sufficienza e in gran parte disadorne, senza tavoli e sedute a sufficienza, strumenti di svago (a parte i tavoli da ping-pong), e quindi sono utilizzate soprattutto per stendere i panni. Nonostante qualificate attività produttive, di sartoria e falegnameria, e la presenza di scuole di ogni ordine e grado, i detenuti lamentano la mancanza di ulteriori attività. Nelle sezioni di alta sicurezza ci è stata rappresentata una ulteriore restrizione, che impedisce ai detenuti la possibilità di passare le ore di socialità in stanze di altri detenuti”.

Con il suo staff, il Garante ha visitato tutte le sezioni di media e alta sicurezza, il reparto precauzionale (la sezione per persone con reati di riprovazione sociale e la sezione per persone detenute con incompatibilità con altri detenuti, quali collaboratori di giustizia, ex appartenenti alle forze dell’ordine), le sale colloqui interne e l’area esterna dove i detenuti possono incontrare i propri familiari sotto i gazebo, la sezione infermeria e degenza, la palazzina lavorazioni con la falegnameria, la sartoria, le aule scolastiche.

Ad accompagnarlo nella visita durante la giornata trascorsa nell’istituto, la direttrice reggente Daniela Minelli, la vicedirettrice Martina Palumbo, il comandante della Polizia penitenziaria Paolo Cugliari, la vicecomandante Mara Foti, la capo area educatori Patrizia Meacci, tutti attivamente impegnati nel far fronte ai bisogni più urgenti dei detenuti, anche con scelte di investimento in beni e servizi per la qualità della vita interna. Nelle prossime settimane, il Garante visiterà la sezione separata, destinata ai detenuti in regime di 41 bis.