Visita di monitoraggio alla Casa circondariale Rebibbia Terza casa

Il Garante si è recato nell'istituto istituto pensato per ospitare detenuti semiliberi, in articolo 21, o affetti da patologie da dipendenza in fase di trattamento avanzato

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, giovedì 19 marzo ha effettuato, con il suo staff e quello della Garante comunale, una visita di monitoraggio alla Casa circondariale Rebibbia Terza casa, istituto pensato per ospitare detenuti a grado basso di pericolosità sociale. Sono quattro sezioni detentive (capienza 176 posti) ma, al momento, ne sono attive soltanto tre (132 posti). L’istituto ospita detenuti art. 21 Op (lavoranti all’esterno), semiliberi e detenuti affetti da patologie da dipendenza in fase di trattamento avanzato.

Accompagnato dalla direttrice dell’istituto, Vera Poggetti, e dalla Capo area educativa, Luigia Albano, il Garante ha visitato innanzi tutto l’area verde, dove è presente un campo da calcio e uno da tennis, alcuni gazebo destinati anche ai colloqui, e l’area trattamentale, dove è presente un piccolo teatro, le aule, un laboratorio di serigrafia, attualmente non funzionante, le aule scolastiche, l’aula informatica, la biblioteca.

Il Garante ha poi visitato l’infermeria, dove è presente un medico di guardia e un infermiere 24 ore su 24, e dove ha incontrato la dottoressa Federica Biagini, medico di guardia in servizio. Oltre al presidio medico permanente, nell’infermeria è presente un dentista una volta a settimana, lo psichiatra una volta al mese e su chiamata altri specialisti, quali l’infettivologo, l’otorinolaringoiatra, il cardiologo, l’ematologo. Come anche in altri istituti romani, anche nella Terza casa di Rebibbia si lamentano difficoltà, per effettuare visite specialistiche e accertamenti diagnostici, a causa delle carenze del nucleo traduzioni della Polizia penitenziaria.

Il Garante è andato nel secondo piano dell’istituto, dove c’è una sezione chiusa e una seconda sezione che ha una capienza di 44 posti e ospita 20 detenuti in media sicurezza, in stanze grandi e luminose, con bagni forniti di docce e acqua calda. Al piano è presente un locale lavanderia con lavatrice, una sala mensa con Tv e una cucina, dove i detenuti possono preparare i cibi, con le materie prime fornite da una ditta esterna. Al terzo piano si trovano la sezione destinata agli articoli 21 (39 presenti per 44 posti disponibili), e quella per i semiliberi (43 presenti su 44 posti disponibili), entrambe con una sala socialità con Tv a schermo grande. Alcuni detenuti lavorano per il bar che dal muro di cinta del Polo penitenziario di Rebibbia si affaccia su via Bartolo Longo.

Tra i problemi riscontrati, oltre a quello evidenziato nell’area sanitaria riguardante le difficoltà nell’effettuare visite e accertamenti diagnostici all’esterno, la direttrice ha segnalato una significativa carenza di personale nell’area contabile. Inoltre, ha riferito di non aver ricevuto dai detenuti alcuna domanda di colloqui riservati con i propri partner.