I dati presentati per l’anno 2026 dalla Conferenza nazionale per i poli universitari penitenziari (Cnupp) confermano e rafforzano la traiettoria di espansione costante dei poli universitari penitenziari, consolidando il diritto allo studio come pilastro fondamentale per il reinserimento sociale delle persone sottoposte a misure penali restrittive della libertà.
Espansione della rete universitaria
Dalla fondazione della Conferenza dei poli universitari penitenziari, avvenuta il 9 aprile 2018, si è registrata una crescita straordinaria della partecipazione accademica:
- Al momento della costituzione nel 2018, gli atenei associati alla Cnupp erano 22.
- Nel 2025 il numero era salito a 47.
- Nel 2026 si è raggiunto il nuovo traguardo di 55 atenei aderenti, segnando un incremento continuo e capillare su tutto il territorio nazionale.

Incremento della popolazione studentesca
L’aumento dell’adesione degli atenei si riflette direttamente nel numero di persone detenute che scelgono di intraprendere un percorso universitario. La serie storica evidenzia una crescita inarrestabile:
- Nell’anno accademico 2018/19 gli iscritti erano 796.
- Per l’anno accademico 2025/26, il numero totale di iscritti e iscritte ha raggiunto quota 1.978, sfiorando la soglia delle duemila unità e registrando un incremento significativo rispetto ai 1.837 iscritti dell’anno precedente.
Distribuzione geografica e primati regionali
La distribuzione degli studenti nelle diverse regioni mostra alcuni cambiamenti rilevanti rispetto al passato:
- La Lombardia la regione con il maggior numero di iscritti (354), e il Lazio si colloca al secondo posto con 317 studenti
- Seguono la Toscana (242), il Piemonte (173) e l’Emilia-Romagna (142). Rispetto ai dati del 2025, si nota come la Lombardia abbia scalzato il Lazio dalla prima posizione, segno di una forte spinta delle università lombarde nel settore penitenziario.

Offerta didattica e aree di studio
L’orientamento formativo degli studenti detenuti per l’A.A. 2025/26 presenta una nuova configurazione nelle preferenze:
- L’area Politico-sociale è ora la più scelta con il 24% delle preferenze, registrando una crescita notevole rispetto al 17% dell’anno precedente.
- L’area Letteraria/artistica, che nel 2025 era la preferita (27%), si attesta ora al 18%.
- Seguono l’area Giuridica e l’area Psico-Socio-Pedagogica, entrambe al 13%.
- Restano presenti altre aree significative come quella Storico-Filosofica (8%), Economica (7%), Agro-Alimentare e STEM (entrambe al 6%).
Il quadro del 2026 delinea un sistema ormai maturo ma ancora in crescita. Sebbene persistano sfide legate alle infrastrutture (come la necessità di implementare ulteriormente le sezioni dedicate già segnalata nel 2025), l’aumento costante di Atenei e studenti dimostra che il “modello italiano” dei Poli Universitari Penitenziari è una realtà solida e vitale nel panorama educativo del Paese.