“Non era mai accaduto nella storia recente penitenziaria italiana che associazioni, laiche e cattoliche, responsabili delle istituzioni territoriali, esponenti della società civile, attori e scrittrici, dirigenti di banca, sacerdoti, politici di varie forze politiche, garanti regionali e comunali si sentissero chiamati a difendere l’articolo 27 della Costituzione. È stata una giornata dall’altissimo valore simbolico e si ringrazia l’amministrazione penitenziaria per la disponibilità”. E’ quanto si legge nel comunicato dell’Alleanza per l’articolo 27, il gruppo di associazioni impegnate sui temi della giustizia, dell’esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà che martedì 14 luglio ha aperto 36 carceri ad oltre 350 persone mobilitate in tutta Italia, per vedere le condizioni di detenzione e per chiedere di intervenire urgentemente nel nome della dignità delle persone detenute, oltre che dello stesso personale penitenziario.

La delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27, al termine della visita al carcere romano di Regina Coeli.
“Una gran parte degli istituti penitenziari visitati – prosegue la nota -ha mostrato condizioni di sovraffollamento insostenibile, che in alcuni casi è giunto addirittura al 250%, ed estreme carenze in termini di qualità degli ambienti, spazio minimo, caldo senza respiro, celle con letti a tre piani, aree aperte senza possibilità di proteggersi dal sole, assenza di frigo e ventilatori nelle celle”.
Le delegazioni hanno ascoltato le voci delle direzioni, degli operatori, evidenziando condizioni di vita difficili e assenza di prospettive future. La rete dell’Alleanza per l’articolo 27 si impegna a presentare un rapporto dettagliato e a promuovere una riforma penale e carceraria, contro l’attuale modello di ricovero della marginalità.
Dal gennaio ad oggi si registrano 116 morti in carcere, di cui 33 suicidi, con il carcere di Lecce che ha avuto cinque suicidi in sei mesi, situazione che, secondo l’Alleanza, richiederebbe una commissione di inchiesta. La popolazione carceraria è di circa 64.695 detenuti, con un tasso di affollamento medio del 140%, arrivando in alcune strutture oltre il 220%. Le condizioni di sovraffollamento causano mancanza di spazio e aria respirabile, aggravate dal caldo estivo.
La proposta dell’Alleanza per l’articolo 27
La proposta dell’Alleanza prevede: apertura estiva delle carceri alla società civile e al volontariato per almeno otto ore al giorno; telefonate quotidiane per mantenere i legami con l’esterno; dotazioni di ventilatori e frigoriferi nelle celle; chiusura di reparti igienicamente non sicuri; convocazione di gruppi di osservazione e il piano di invio di almeno 10.000 persone in misure alternative nei prossimi due mesi; sospensione di gruppi infiltrati di polizia penitenziaria; e infine, un appello al Parlamento di non approvare nuove norme penali e di adottare provvedimenti di clemenza, per riportare il sistema carcerario alla legalità costituzionale.

Da sinistra: Hassan Bassi, Anastasìa, la senatrice Ilaria Cucchi.