Presentata la Relazione annuale della Garante di Roma Capitale

Calderone: "Non possiamo più parlare di emergenza: dobbiamo affrontare i problemi del carcere per quello che sono, fenomeni strutturali"
Un momento dell'esposizione della Garante Calderone nell'Aula Giulio Cesare.

La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, lunedì 6 luglio ha presentato in Campidoglio la Relazione annuale 2025, tracciando un quadro – si legge nel sito di Roma Capitale – che conferma “profonde criticità all’interno degli istituti penitenziari della Capitale: dal sovraffollamento alle difficoltà di accesso ai diritti fondamentali fino al drammatico aumento dei tentativi di suicidio”.

La Relazione individua le principali priorità su cui proseguire l’impegno – salute, lavoro, abitare, condizioni materiali degli istituti e tutela delle persone più vulnerabili – e richiama l’importanza di rafforzare la collaborazione tra Roma Capitale, amministrazione penitenziaria, magistratura di sorveglianza, servizio sanitario, Regione Lazio, Terzo settore, università e mondo produttivo. Alla presentazione della Relazione, svoltasi nell’Aula Giulio Cesare, è intervenuto anche il sindaco, Roberto Gualtieri, il quale ha ricordato l’aumento degli eventi critici, i tentativi di suicidio, il sovraffollamento, l’aumento delle temperature nei mesi estivi che rende le condizioni nelle carceri ancora più insostenibili.

Le gravi carenze del sistema

“Oltre alla grave questione delle visite mediche esterne – ha dichiarato la Garante nel corso del suo intervento-, abbiamo registrato una significativa carenza di organico della Polizia penitenziaria anche nella gestione ordinaria degli istituti. A Rebibbia Nuovo complesso, su 940 unità previste, sono presenti appena 434 agenti, meno della metà. Anche l’Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo si trova ad affrontare criticità evidenti: aumentano i ragazzi presenti, crescono le difficoltà nella partecipazione alle attività educative e il personale di Polizia penitenziaria, proveniente dagli istituti per adulti, spesso non è formato per il lavoro specifico con i minori” ha sottolineato la Garante Calderone.

La Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone.

“Condizioni – ha proseguito Calderone – che alimentano inevitabilmente le tensioni, come dimostra il numero degli eventi critici, triplicato rispetto allo scorso anno. Dalla Relazione emergono inoltre i dati sul Cpr di Ponte Galeria: delle 1.203 persone entrate nel 2025, ne sono state rimpatriate 165, pari al 13,7% del totale, mentre le uscite per mancata convalida da parte del Tribunale o del Giudice di pace sono state 716, oltre il 60%. Numeri che ci obbligano a riflettere sull’efficacia di un sistema che trattiene persone che non hanno commesso alcun reato, privandole della libertà personale per ragioni amministrative. I dati ci dicono che non possiamo più parlare di emergenza: dobbiamo affrontare i problemi del carcere per quello che sono, fenomeni strutturali. La Relazione presentata oggi non è soltanto un bilancio, ma uno strumento di lavoro condiviso per continuare a costruire una Roma più giusta, più inclusiva e, proprio per questo, più sicura”.

Le iniziative di Roma Capitale

Negli ultimi anni Roma Capitale ha rafforzato il proprio impegno con interventi strutturali e mirati. Tra questi, la sottoscrizione di un protocollo per favorire la formazione professionale all’interno degli istituti penitenziari; un protocollo con il Prap (Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria) per mettere a sistema tutti i servizi di Roma Capitale destinati alle persone private della libertà; iniziative per promuovere la tutela dei diritti e della salute psicofisica di chi vive in carcere, con particolare attenzione alle donne e alle persone LGBTQ+; il sostegno ai progetti della “Casa di Leda” per le mamme detenute con figli; e l’inaugurazione, nella Casa Circondariale di Rebibbia, insieme alla Fondazione Santo Versace, dello spazio “Abbracci in Libertà”, che consente ai papà detenuti di incontrare i propri figli in un ambiente dedicato.

La Garante Calderone con il Garante regionale, Anastasìa, durante la visita ispettiva al Cpr italiano di Gjader, in Albania (luglio 2025).