Dal garante comunale delle persone detenute di Civitavecchia, Corrado Lancia, riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Nella giornata di martedì 14 luglio una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione ha visitato la Casa circondariale di Aurelia a Civitavecchia, nell’ambito della mobilitazione nazionale che ha coinvolto decine di istituti penitenziari in tutta Italia.
Alla visita hanno partecipato il sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, l’assessora ai Servizi sociali, Antonella Maucioni, il vescovo, mons. Gianrico Ruzza, e il garante comunale, Corrado Lancia.
La delegazione ha incontrato la direttrice dell’istituto, Anna Angeletti, la vice comandante della polizia penitenziaria, Roberta Zambelli, la capo area trattamentale, Marianna Marini, e ha potuto visitare la sezione infermeria dell’istituto. Dalla visita della sezione e dalla riunione preliminare è emerso un quadro caratterizzato da difficoltà gestionale per il tasso di sovraffollamento (180%) e la carenza di personale amministrativo, educativo e della polizia penitenziaria.
In particolare, la delegazione ha riscontrato:
- dato sul sovraffollamento e sulla capienza e mancanza personale: 358 Posti regolamentari ( 11 posti non disponibili), a fronte di 633 detenuti effettivi. Ci sta anche una carenza di personale amministrativo e dell’area trattamentale;
- condizioni materiali delle celle e degli spazi comuni: negli spazi comuni sono presenti condizionatori, nelle maggior parte delle celle ci sono ventilatori (il sindaco ha dato la propria disponibilità a donare altri ventilatori):
- infermeria (visitata): le docce si trovano in locali appositi, lavabo e water presenti in tutte le camere. La sezione necessiterebbe dii una ristrutturazione. Da sottolineare la professionalità e l’umanità della Polizia penitenziaria in servizio;
- sezione alta sicurezza: le docce sono all’interno delle celle, lavabo e water presenti;
sezione reclusione: le docce non si trovano nelle celle , lavabo e water presenti in tutte le celle;
sezione circondariale: le docce non si trovano nelle celle , lavabo e water presenti in tutte le celle;
sezione femminile: le docce non si trovano nelle celle , lavabo e water e Bidet presenti in tutte le celle;
- eventuali criticità sanitarie: le visite esterne presso strutture sanitarie vengono effettuate con tempi lunghi o possono saltare per via delle assenze del personale di traduzione. Ci sono detenuti (non quantificati) che assumono psicofarmaci;
- situazione delle attività lavorative, scolastiche e trattamentali – (Situazione e offerta delle attività lavorative, scolastiche e trattamentali; NEL PERIODO ESTIVO: cineforum , laboratorio creativo, cultura religiosa,
- quotidianità detentiva: alcune sezioni sono aperte (permesso socialità tra celle), altre, almeno una sezione, hanno tempi di apertura limitati;
- eventuali aspetti positivi riscontrati: disponibilità a collaborazione con autorità civile e religiosa per migliorare la situazione carceraria. Buona collaborazione con le organizzazioni di volontariato presenti nell’Istituto ( Sant’Egidio, Caritas, Chiesa Battista, Seconda Chance, Cappellania,)
- ulteriori osservazioni: in molte sezioni ci sono tre detenuti in una cella che ne dovrebbe accogliere due.
Particolare attenzione desta il problema del sovraffollamento, che evidenzia ancora una volta le difficoltà strutturali che attraversano il sistema penitenziario italiano.
L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al reinserimento sociale della persona. Visitare gli istituti penitenziari significa verificare concretamente quanto questi principi trovino effettiva applicazione nella vita quotidiana delle persone detenute e di chi lavora negli istituti.
La visita al Carcere circondariale di Aurelia si inserisce in una giornata nazionale che ha visto le associazioni dell’Alleanza entrare contemporaneamente in numerose carceri italiane per richiamare l’attenzione pubblica sulle condizioni di detenzione e sulla necessità di politiche orientate alla dignità della persona, alla riduzione del sovraffollamento e al reinserimento sociale.
Al termine della visita, la delegazione ritiene prioritario lavorare per cercare di eliminare le criticità sanitarie.