Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha accompagnato il 23 e 24 settembre una delegazione istituzionale del Libero Stato di Sassonia in visita presso alcuni dei principali istituti penitenziari e sanitari del Lazio. La delegazione era composta da Constanze Geiert, ministra della Giustizia, dal capo dell’ufficio della ministra, Thomas Wesz, dalla funzionaria Anja Puchta e dal direttore del reparto di assistenza psicologica del carcere di Waldhem, Patrick Kühne.

La firma del Memorandum d’intesa tra Libero Stato di Sassonia e Regione Lazio lo scorso 23 settembre nella sede della Giunta regionale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione istituzionale tra Lazio e Sassonia, nell’ambito della quale Anastasia è stato in visita in Sassonia nel gennaio scorso e rafforzata dalla firma del Memorandum d’intesa tra Regione Lazio e Libero Stato di Sassonia, sottoscritto dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e dal presidente e capo del governo del libero Stato di Sassonia, Michael Kretschmer.
Il 23 settembre la delegazione ha visitato la Casa circondariale di Regina Coeli, mentre il giorno successivo si è recata presso la Casa circondariale di Rebibbia nuovo complesso e successivamente presso la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) Polluce di Subiaco.
I rappresentanti sassoni hanno potuto confrontarsi direttamente con dirigenti, operatori penitenziari, personale sanitario ed educativo, approfondendo le principali caratteristiche del sistema italiano di esecuzione penale e delle misure di sicurezza sanitarie.
Particolare interesse è stato manifestato per gli aspetti trattamentali, per l’organizzazione dell’assistenza sanitaria e per le attività lavorative e formative rivolte alle persone detenute nella Casa circondariale di Rebibbia.
I Sassoni a Regina Coeli
Alla visita hanno preso parte Anja Puchta e Patrick Kühne, accolti dalla direttrice dell’istituto Claudia Clementi, dalla responsabile dell’area educativa e trattamentale, Elena D’Angelo, e dalla vicecomandante del reparto di Polizia penitenziaria dell’istituto, Luisa Dattoli.
Particolare attenzione è stata dedicata all’organizzazione dei servizi sanitari dell’istituto. La delegazione ha incontrato il responsabile dell’Unità operativa sanitaria di Regina Coeli, Luigi Persico, approfondendo il funzionamento del Servizio di Assistenza Integrata (SAI) e visitando gli spazi destinati alle attività sanitarie e specialistiche.
I rappresentanti sassoni hanno espresso particolare interesse per il SAI, un vero e proprio ospedale interno con 78 posti di degenza serviti da ambulatori specialistici e reparti dedicati alla medicina e alla chirurgia, evidenziando l’importanza del raccordo tra amministrazione penitenziaria e servizio sanitario regionale.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di scambio di esperienze tra i due sistemi penitenziari, con particolare riferimento alla tutela della salute delle persone detenute.

La ministra Sassone a Rebibbia Nuovo complesso
Il giorno dopo il Garante regionale Stefano Anastasìa il suo staff hanno accompagnato la ministra della Giustizia della Sassonia, Geiert, e Wesz, Puchta e Kühne in visita alla Casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso.
La delegazione è stata accolta dalla direttrice Alessia Rampazzi e dal comandante della Polizia penitenziaria di Regina Coeli e di Rebibbia Nuovo complesso, Francesco Salemi.

Da sinistra: il garante Anastasìa, la direttrice Rampazzi, la ministra della Giustizia del Libero Stato di Sassonia, Geiert, il comandante della Polizia penitenziaria, Salemi, al termine della visita delle delegazione tedesca alla Casa circondariale di Rebibbia Nuovo complesso.
Dopo un incontro presso la direzione dell’istituto, la visita è proseguita nei principali spazi dedicati al trattamento e al reinserimento sociale delle persone detenute: la torrefazione interna, il laboratorio di lavorazione dei metalli, la sezione a trattamento intensificato G8, il laboratorio artigianale dedicato alla realizzazione di presepi e manufatti in legno, la chiesa, il teatro e l’area verde destinata ai colloqui con i familiari.
Particolare interesse ha suscitato il sistema delle lavorazioni interne e delle attività produttive organizzate nell’istituto, considerate strumenti fondamentali per il reinserimento sociale delle persone detenute.

Visita al punto vendita e degustazione del caffé prodotto dai detenuti nella torrefazione che si trova all’interno dell’istituto penitenziario.
Dopo una breve sosta presso il bar tavola calda della Terza Casa circondariale di Rebibbia, la ministra Geiert ha fatto rientro in Germania, mentre il resto della delegazione ha proseguito la visita presso il complesso delle Rems di Subiaco.
Qui i funzionari sassoni sono stati accolti dal responsabile della Rems Polluce, Corrado Milella, incontrando operatori sanitari e ospiti della struttura. La visita ha consentito di approfondire il modello italiano delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza e il rapporto tra cura, salute mentale e percorsi di reinserimento, temi di particolare interesse anche per l’amministrazione della giustizia sassone.

Foto di gruppo al termine della visita alla Rems Polluce di Subiaco.