“E’ una struttura pensata nell’800, poco prima della fine dello Stato pontificio, con l’idea di umanizzare la pena, nella quale ci sono spazi all’aria aperta e ampie superfici coperte da recuperare e valorizzare. La direttrice ha molte idee che si è impegnata ad attuare. Noi, per quanto possibile di nostra competenza faremo la nostra parte, per renderne possibile l’attuazione”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, al termine della visita di monitoraggio effettuata mercoledì 4 marzo alla Casa di reclusione di Civitavecchia, “Giuseppe Passerini”, assieme al suo staff, al Garante comunale, Corrado Lancia, e al consigliere Valerio Novelli, membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio.

Il Garante Anastasìa e il consigliere regionale Novelli.
Accompagnati dalla direttrice di entrambi gli istituti di Civitavecchia (casa circondariale e Reclusione), Anna Angeletti, dalla Capo area trattamentale, Marianna Marini, e dall’ispettore della Polizia penitenziaria Ciro Pizzo, la delegazione ha visitato l’istituto, un carcere sperimentale di media sicurezza a cui possono accedere detenuti con determinati requisiti giuridici, pena residua fino a otto anni, e sanitari (senza dipendenze o problemi di salute mentale). Costruito nel 1864 da Papa Pio IX, fu dismesso nel 1992, con l’inaugurazione della Casa circondariale di via Aurelia, poi in parte restaurato, è stato definitivamente riaperto nel 1999. Con 85 detenuti presenti, a fronte di 144 posti effettivamente disponibili (172 i posti regolamentari), e un tasso di affollamento del 59 per cento, la Casa di reclusione di Civitavecchia è, con Paliano e Rebibbia Terza Casa, tra gli istituti penitenziari meno affollati del Lazio.
All’interno dell’istituto vige la sorveglianza dinamica che consente ai detenuti di muoversi liberamente all’interno delle sezioni e negli spazi all’aperto, dove è presente anche un campo da tennis (polivalente) e uno da bocce. Anche i colloqui sono possibili nell’area esterna, sotto gli appositi gazebo, come il sabato è consentito, secondo turni prestabiliti, a un determinato numero di detenuti di pranzare con i propri familiari. E’ disponibile anche di una palestra attrezzata. Si svolgono attività formative per manutentori del verde e camerieri, mentre sono tra i progetti corsi di ceramica, di falegnameria, di scrittura creativa, cura degli animali.

Un tratto del muro di cinta della Casa di reclusione “Giuseppe Passerini”.
Una serra nell’area esterna denominata “Orto del Papa Re” e i vasconi per orticoltura, che costeggiano le mura perimetrali, impegnano 11 detenuti per tre ore al giorno nell’azienda agricola dell’istituto. Oltre ai due reparti di detenzione, “Gemelli” e “Cattaneo” (stanze detentive ampie, con bagno, doccia e acqua calda), la delegazione ha potuto visitare gli spazi dell’istituto, attualmente non utilizzati: la falegnameria attrezzata; i locali di un laboratorio di serigrafia, oggi vuoti e ristrutturati recentemente; un ampio locale di 600 metri quadri, per il quale è allo studio la realizzazione di un ristorante destinato ai croceristi che approdano a Civitavecchia.
Tra le criticità rilevate: la necessità di stabilizzare il personale infermieristico e medico, le carenze di personale della polizia penitenziaria, l’impianto di videosorveglianza obsoleto in attesa di ripristino.