Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) aggiornati al 31 maggio 2026, il numero di persone detenute nelle carceri italiane è salito a 64.741. Questo dato conferma un trend di crescita senza soluzioni di continuità: rispetto alla rilevazione di fine aprile (64.509 presenti), si registra un aumento di 232 unità in un solo mese, portando il sistema penitenziario ai valori più elevati dell’ultimo decennio.
Il tasso di affollamento nazionale si attesta stabilmente al 139%. Per quanto riguarda la regione Lazio, la situazione è persino più critica rispetto al quadro nazionale. I detenuti presenti sono 6.917, con un incremento di 104 unità rispetto ad aprile (quando erano 6.813). Nonostante un leggero aumento dei posti effettivamente disponibili, saliti a 4.833, il tasso di affollamento regionale è del 143%. L’analisi dei singoli istituti evidenzia situazioni di emergenza cronica: il carcere di Latina è stabilmente poco sotto o poco sopra la soglia del 200%: 196% a fine maggio, seguito da Rieti (183%), Civitavecchia N.C. (178%) e Roma Regina Coeli (176%). Nel complesso, nove istituti su 14 nel Lazio continuano presentare tassi superiori al 150%.
In questo contesto di sovraffollamento, non accenna a diminuire nemmeno il ricorso alle misure restrittive della libertà alternative o di comunità, che a livello nazionale coinvolgono 101.374 persone. Nel Lazio, i soggetti in esecuzione penale esterna sono 7.423, cifra che contribuisce a mantenere l’intero sistema sotto una pressione gestionale costante.
La giustizia minorile e le madri detenute
Particolare attenzione meritano anche i dati sulla giustizia minorile e sulle madri detenute. Il numero di minori e giovani adulti presenti negli istituti penali o in comunità ha raggiunto la cifra record di 1.969, confermando una crescita che non ha conosciuto una reale inversione di tendenza nell’ultimo triennio. Risulta in aumento anche il numero dei bambini rinchiusi in carcere con le loro madri, che al 31 maggio sono 30 (erano 26 a marzo), a testimonianza di una criticità che continua ad aggravarsi.
Il quadro complessivo che emerge conferma dunque un ulteriore peggioramento delle condizioni di detenzione in Italia, dove all’incremento della popolazione detenuta corrisponde una cronica carenza di risorse e spazi adeguati.
In questo contesto forse l’unico elemento che sembra in miglioramento, almeno a livello nazionale, è quello della dell’incidenza delle persone in attesa di giudizio sul totale della popolazione detenuta che risulta in calo in maniera abbastanza costante e che, in tutta Italia, si è attestata al 23,3%. Lo scorso anno era del 24,1%. Nel Lazio però la dinamica – sia pur anch’essa in calo, risulta però meno favorevole. Infatti i detenuti in attesa di giudizio sono il 30,8% e dallo scorso anno tale indice si è ridotto di un modesto 0,4%.
