Bilancio di un decennio: presentata la relazione del Garante Anastasìa

Giunto al termine del suo secondo mandato, il Garante ha fatto il punto sul sistema di privazione della libertà nel Lazio

In una Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio gremita di figure istituzionali e del settore di livello, si è svolta la presentazione della relazione annuale di rito del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa. Giunto al termine del suo secondo mandato, Anastasìa ha fatto anche il punto su un decennio di attività (2016-2026), riflettendo sulle sfide e sui progressi compiuti nel sistema di privazione della libertà nella regione.

Tra i temi trattati, Anastasìa ha approfondito la situazione delle carceri, delle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) e dei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Roma Ponte Galeria e Gjader in Albania, dove si è recato nell’estate 2025 in visita di monitoraggio con la Garante di Roma Capitale. A tale proposito, Anastasìa ha dato la notizia che i garanti del Lazio e di Roma hanno avviato un’azione di accertamento delle proprie competenze nella tutela delle persone lì trattenute

Sovraffollamento record

Anastasìa ha rimarcato, ancora volta, il sovraffollamento record, con un tasso di affollamento pari al 149% nel Lazio, a fronte di una media nazionale del 139 per cento, che aggrava le condizioni di vita e la sicurezza delle persone detenute e del personale, ha richiamato l’urgenza di politiche di riduzione della detenzione e di potenziamento delle misure alternative, sottolineando che l’aumento dei posti nelle Rems e nelle strutture penitenziarie non risolverà i problemi di fondo se non si affrontano le cause profonde, come la mancanza di risposte sul territorio e un sistema di salute mentale troppo fragile.

Anastasìa ha innanzi tutto evidenziato la complessità del lavoro svolto in un contesto difficile, segnato da risorse umane limitate e crescenti responsabilità e ha sottolineato l’importanza di analizzare non solo i numeri, ma anche le pratiche quotidiane e le condizioni di vita nelle strutture di detenzione.

Giustizia minorile

Il Garante ha poi evidenziato l’importanza di un approccio equilibrato e rispettoso nei confronti dell’istituto minorile di Casal del Marmo, sottolineando la necessità di distinguere tra pratiche di “rieducazione” e altre forme di trattamento penitenziario.

Anastasìa ha inoltre richiamato l’attenzione sul clima sociale che circonda i ragazzi, caratterizzato da una cultura della violenza e della sfiducia, spesso amplificata dai discorsi pubblici e dalla percezione di una società che li vede come portatori di devianze e violenze. Questo ambiente rischia di rinforzare negli adolescenti l’identificazione con etichette stigmatizzanti, portandoli a interpretare la violenza come un modo di affermazione o distinzione, sia in carcere sia nella vita quotidiana.

Salute, Rems e Cpr

Il direttore generale della Asl Roma 1, Giuseppe Quintavalle.

Particolare attenzione è stata dedicata alle Rems, che si distinguono per la qualità delle pratiche di cura e recupero, rispetto alle vecchie strutture manicomiali. Tuttavia, il sistema è messo alla prova da una domanda crescente di internamenti e da un sistema sanitario insufficiente a rispondere tempestivamente alle esigenze di salute mentale. Anastasìa ha ribadito che il problema non è solo aumentare i posti, ma potenziare il sistema di salute mentale sul territorio.

Per quanto riguarda i Cpr, il Garante ha illustrato le difficoltà legate alle condizioni di detenzione, alla mancanza di uno sportello dei garanti e ai bassi tassi di rimpatri, rispetto alle permanenze prolungate. Ha anche riferito delle visite effettuate nel centro di Gjader, in Albania, e della complessità di far valere i diritti dei trattenuti oltre confine.

Anastasìa ha ricordato la recente firma di un protocollo per la realizzazione di una Casa di comunità a Rebibbia, finalizzata a migliorare l’assistenza sanitaria in carcere, e ha evidenziato come il sovraffollamento e le condizioni di vita ostacolino la prevenzione del rischio suicidario e la tutela dei diritti.

L’attività di monitoraggio

Sul fronte delle carceri, l’attività del Garante si è intensificata, con oltre 3.600 istanze individuali ricevute nel 2025, 500 in più che nel 2024, 2500 in più di quante ne riusciva a seguire il suo ufficio nel 2023, quando non erano ancora a regime gli sportelli affidati a università e associazioni, focalizzandosi su assistenza sanitaria, trasferimenti, misure alternative e condizioni di detenzione. Anastasìa ha evidenziato come il sovraffollamento, il personale insufficiente e le condizioni di lavoro precarie contribuiscano ad aumentare i rischi di autolesionismo e suicidi, richiedendo interventi strutturali e risposte più efficaci.

Il Garante ha concluso sottolineando l’importanza di un sistema penitenziario orientato al recupero e alla speranza, favorendo opportunità di reinserimento sociale e riducendo le disparità sociali e culturali. Ha ringraziato tutte le persone e le istituzioni che hanno collaborato nel corso degli anni e ha espresso la speranza che il lavoro svolto possa continuare con autonomia e impegno anche nel futuro, affinché la tutela dei diritti delle persone private della libertà sia sempre più vicina alla dimensione di prossimità e di responsabilità democratica.

La dirigente del Prap di Lazio, Abruzzo e Molise Stefania Perri, intervenuta in rappresentanza del Provveditore.

Nel corso dell’incontro è stato letto un messaggio del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e sono intervenuti Stefania Perri, dirigente dell’Ufficio primo del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise, in rappresentanza del Provveditore, Giacinto Siciliano, e Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1, i quali hanno manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dal Garante regionale, al pari del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Emanuele Cangemi, intervenuto a conclusione dei lavori con la segretaria generale Giosy Pierpaola Tomasello.

Stefano Anastasìa è stato eletto alla carica di Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio nel 2016, confermato nel 2021.

Nel 1991 è stato tra i fondatori dell’associazione Antigone, per i diritti le garanzie nel sistema penale di cui è stato coordinatore nazionale (1994-1999), presidente (1999-2005) e difensore civico (2008-2011), e di cui è attualmente presidente onorario.

Tra il 2005 e il 2006 è stato presidente della Conferenza nazionale del volontariato della giustizia. Tra il 2006 e il 2008 capo della segreteria del sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria. Dal 2013 al 2016 è stato consulente della commissione per i diritti umani del Senato della Repubblica.

Dal 2016 al 2021 è stato Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale per la Regione Umbria.

Dal 2018 al 2023 è stato Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, nominati dalle regioni, dalle province e dai Comuni italiani.

E’ professore associato di filosofia del diritto presso Unitelma Sapienza.

RELAZIONE DI FINE MANDATO (2016-2026)

L’intervento del Garante in Sala Mechelli

Le slides della presentazione

Un momento dell’intervento del Garante.

Da sinistra: il consigliere regionale Valerio Novelli, il Garante Anastasìa, la consigliera Marta Bonafoni, il vicepresidente del Consiglio regionale, Cangemi.