Il Garante nazionale delle persone private della libertà personale pubblica il suo Report analitico

“Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale”, il rapporto è aggiornato al 31 luglio 2026
Il presidente del collegio del Garante nazionale, Riccardo Turrini Vita.

Il Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale (GNPL) pubblica il Report analitico “Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale”, aggiornato al 31 luglio 2026, che segue ed integra quello già pubblicato lo scorso aprile.

I dati, provenienti dagli applicativi messi a disposizione dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP), rilevano come al 31 luglio di quest’anno siano 64.171 le persone adulte detenute in Italia, di cui: 61.894 uomini (96,45%) e 2.879 donne (3,55%). La composizione per cittadinanza mostra una prevalenza di cittadini italiani (44.498 persone, pari al 68,68%), affiancata da una consistente componente straniera di 20.293 persone (31,32%). All’interno di quest’ultima, emerge una marcata predominanza della componente extracomunitaria, che conta 17.568 persone e rappresenta l’86,57% del totale degli stranieri.

La fascia d’età compresa tra 25 e 44 anni concentra la quota più consistente della popolazione detenuta: 14.778 unità nella fascia 25-34 anni (22,81%) e 17.953 nella fascia 35-44 anni (27,71%), per un totale di oltre il 50% dell’intera popolazione carceraria. Tra i 45 e i 64 anni di età si colloca oltre il 37,45% della popolazione, mentre è over 65 il 5,3% delle persone detenute.

Oltre tre quarti della popolazione detenuta in Italia (il 76,51%) sconta una condanna definitiva o è in attesa di giudizio per altri procedimenti pur avendo già una condanna definitiva. Le persone in attesa di primo giudizio sono 9.002 (13,89%), rappresentando la seconda categoria per numerosità.

Rispetto alla durata della pena inflitta, il Report segnala come le pene brevi (0-3 anni) rappresentino il 19,22% del totale (9.530 persone), con una concentrazione maggiore nella fascia 2-3 anni. Le pene medie (3-10 anni) sono invece la categoria più numerosa con il 53,93% del totale (26.734 persone). All’interno di questa fascia, le pene da 5 a 10 anni sono le più comuni (15.128). Le pene lunghe (oltre 10 anni): rappresentano il 23,02 % del totale, mentre l’Ergastolo riguarda il 3,83% del totale (1.899 persone).

Per quanto riguarda la “pena residua”, ossia il tempo di condanna rimanente da scontare, i dati mostrano come oltre la metà delle persone private della libertà personale (50,7%) abbia una pena residua tra 0 e 3 anni. Questo dato, unito a quello precedente, ossia di una forte concentrazione sempre nelle fasce 0-3 anni, indica un sistema penitenziario con un alto turnover, dove la maggior parte delle persone private della libertà personale sconta pene relativamente brevi. Quasi un terzo della popolazione presso gli istituti penitenziari è legittimato a chiedere misure alternative alla detenzione.

L’avvocata Irma Conti, membro del Collegio del Garante nazionale.

In riferimento alla tipologia dei reati, quelli contro il patrimonio rappresentano la categoria più numerosa, con 37.346 casi (23,59% del totale), confermando la centralità di questa componente delittuosa nel sistema penitenziario italiano. I reati contro la persona coinvolgono 29.627 persone detenute (18,71% del totale), di cui 9.474 stranieri (23,06% della categoria). Tale ambito comprende fattispecie di particolare gravità — tra cui omicidi, lesioni personali e violenze — che evidenziano la presenza di una significativa componente di criminalità violenta all’interno degli istituti penitenziari. I reati connessi alla legge droga coinvolgono 21.920 persone private della libertà personale (13,84% del totale), con 6.143 stranieri (14,95% della categoria).

Il Report analizza anche la situazione delle madri private della libertà personale con figli al seguito, che a luglio 2026 risultano essere 29, con 34 bambini che vivono in carcere con loro. Un dato significativo riguarda la componente straniera: 12 delle 29 madri (41,38%) e 14 dei 34 bambini (41,2%) non sono italiani. È una delle situazioni più delicate del sistema penitenziario, dove le esigenze di sicurezza si intrecciano con i diritti fondamentali dei minori.

Infine, un focus specifico è dedicato al tema del sovraffollamento, con un tasso calcolato al 139,79% su base nazionale. In particolare, su un totale di 189 istituti censiti, 7 si trovano in condizioni di sovraffollamento critico (oltre il 200%), mentre 69 presentano un tasso di occupazione superiore al 150%. Gli Istituti tra 100% e 149% sono 86 e solo 27 strutture operano sotto la capienza regolamentare.

Il testo completo del Report è scaricabile a questo link: https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/page/it/report_analitico_rispetto_della_dignita_della_persona_privata_della_liberta_personale?contentId=APR38941

Il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl) è l’organismo statale indipendente, istituito dalla legge n. 10 del 21 febbraio 2014, con il compito di vigilare sul rispetto dei diritti delle persone private della libertà.
Il Garante nazionale è costituito in Collegio, i cui attuali membri sono il Presidente, dott. Riccardo Turrini Vita, l’Avv.
Irma Conti e il Prof. Emerito Mario Serio.