Dal Covid ad oggi, cos’è cambiato nelle carceri in Italia

Il numero delle persone detenute è passato dalle 53.364 unità del 31 dicembre 2020 alle 64.773 del 30 giugno 2026
Milano, 2 ottobre 2006 - Carcere di Bollate - Il passaggio del carrello per la cena (Foto di Francesco Cocco/Contrasto)

Nel periodo successivo al superamento dell’emergenza sanitaria da Covid-19, l’analisi delle dinamiche penitenziarie in Italia offre un quadro articolato delle trasformazioni in atto all’interno sistema penitenziario del nostro Paese che hanno determinato un incremento del numero dei detenuti passato da 53.364 del 31 dicembre 2020 a 64.773 del 30 giugno 2026.

Nell’arco dell’intero periodo analizzato, i tassi di incremento semestrale del numero di presenti si sono mantenuti costantemente superiori allo zero. Tuttavia, la traiettoria di questa crescita non è stata lineare, ma ha disegnato una dinamica a tre fasi che accomuna quasi tutti gli indici considerati relativi a presenze, ingressi in carcere e composizione per tipologia di reati e durata delle pene

In sintesi, infatti, si sono osservate una spiccata accelerazione nel biennio 2022-2023, un’attenuazione progressiva nel 2024-2025 e una nuova intensificazione nell’ultimo semestre del 2026.

Una dinamica a tre fasi

La prima fase, collocabile tra il 2022 e il 2023, si caratterizza per un’accelerazione generalizzata di tutti i tassi di incremento. Il tasso di crescita semestrale della popolazione presente, che nel 2021 si attestava su valori contenuti (+0,5% e +0,9%), avvia un’escalation a partire dal primo semestre del 2022 (+1,3%), per poi toccare il picco massimo nel secondo semestre del 2023 con un incremento del  +4,6% . In parallelo, la spinta degli ingressi in carcere registra accelerazioni marcate, salendo dal +3,8% nel primo semestre del 2022 fino al +6,4% nel secondo semestre del 2023. Anche sul fronte della durata delle pene inflitte, il biennio 2022-2023 registra i tassi di crescita più elevati: le pene brevi sotto i tre anni aumentano del  +13,9%  nel 2022, mentre nel 2023 spiccano le espansioni della fascia tra tre e cinque anni (+12,4%) e di quella tra cinque e dieci anni (+11,0%).

A questa fase di accelerazione segue un periodo di attenuazione progressiva lungo il biennio 2024-2025. Il ritmo di crescita della popolazione presente rallenta fino a toccare il minimo del +0,6%  nel secondo semestre del 2024, assestandosi su tassi moderati nel 2025 (+1,4% nel I semestre e +1,2% nel II semestre). Tale decelerazione riflette la contrazione del flusso degli ingressi, che segna una flessione del  -5,8%  nel secondo semestre del 2024 e si azzera o cala lievemente nel 2025 (0,0% nel I semestre e -0,9% nel II semestre). Contestualmente, si osserva una netta frenata dei tassi di crescita annuali per quasi tutte le categorie di pena.

L’ultima rilevazione, riferita al primo semestre del 2026, segna infine una terza fase di nuova intensificazione. Il tasso di incremento dei presenti torna a salire fino al  +2,0% , mentre il flusso degli ingressi in carcere mostra un netto rimbalzo, crescendo del  +6,5% . Questa nuova accelerazione coinvolge tutte le fasce di pena: la categoria tra tre e cinque anni risale al +6,5%, quella tra cinque e dieci anni al +4,9% , le pene oltre dieci anni al  +4,7%  e la componente in attesa di giudizio registra un incremento del  +2,3% .

Il confronto tra flusso degli ingressi e stock dei presenti

Un elemento di particolare interesse dell’analisi risiede nel confronto tra l’andamento degli ingressi e quello delle presenze complessive.

Mentre gli ingressi mostrano una spiccata fluttuazione — alternando semestri di espansione (come il  +6,8%  nel I semestre 2024 e il  +6,5%  nel I semestre 2026) a periodi di contrazione — il numero totale dei presenti non diminuisce mai in alcun semestre. Si rende evidente un effetto di accumulo: anche nei semestri in cui gli ingressi calano o rimangono stabili, il flusso delle uscite non riesce a compensare le presenze, determinando un aumento ininterrotto dello stock di detenuti.

L’evoluzione per durata delle pene e la struttura delle presenze

Considerando la composizione per durata della pena inflitta, si notano andamenti difformi tra le varie categorie. La popolazione in attesa di giudizio segue un trend prevalentemente calante per gran parte del periodo, riducendosi da 16.840 unità nel 2020 a 15.273 nel 2025, prima di risalire a 15.623 nel giugno 2026. Al contrario, l’aumento complessivo delle presenze è sostenuto in modo determinante dalle condanne definitive di media e lunga durata. La fascia compresa tra cinque e dieci anni registra l’espansione numerica più rilevante, passando da 10.500 detenuti nel 2020 a 15.067 nel 2026. Allo stesso modo, i condannati con pene superiori a dieci anni crescono in modo continuo da 10.675 a  13.276  individui.

I trend per tipologia di reato

L’analisi per tipologia di reato evidenzia una crescita costante ma diversificata. I reati contro il patrimonio e contro la persona rappresentano le componenti numericamente più consistenti, ambedue in aumento in tutte le rilevazioni annuali di giugno dal 2021 al 2026. I condannati per reati contro il patrimonio salgono da 30.615 a 37.304 , mentre quelli per reati contro la persona passano da  23.077  a  29.553 . In crescita progressiva si confermano anche i dati relativi alla legge sugli stupefacenti (da 19.260 a 21.967 ) e all’associazione di stampo mafioso ex art. 416-bis (da  7.408  a  9.507 ).

In controtendenza rispetto agli altri reati si collocano infine le condanne legate alle normative sull’immigrazione. Questa categoria presenta un andamento parabolico: dopo una crescita iniziale dai 1.251  presenti del giugno 2021 fino al picco di  1.591  nel giugno 2024, registra una flessione progressiva che la riporta a  1.258  unità al 30 giugno 2026.


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