Secondo la documentazione relativa ai dati consolidati del 2025 sulla giustizia minorile, pubblicata recentemente sul sito del ministero della Giustizia, lo scorso anno i minorenni e giovani adulti in carico agli uffici sono stati 23.932 di cui il 77% italiani e il 23% stranieri.
Considerando il biennio 2023-25 e, quindi, successivamente al decreto Caivano del settembre del 2023, si è verificato un incremento di 2.108 unità, in termini percentuali, di un tasso del +9%. Se si considera, d’altro canto il periodo 2015-2023 l’incremento complessivo che si è verificato è stato di 1.013 unità. In sostanza in questo decennio, i minori in carico agli uffici minorili sono cresciuti negli ultimi due anni in misura significativamente maggiore di quanto si era realizzato negli otto anni precedenti.
Segnali di attenuazione del trend
Tali incrementi si sono verificati soprattutto nel corso del 2024, mentre l’anno scorso vi sono segnali di qualche attenuazione dei trend di crescita.
Nel complesso, inoltre, va segnalato anche che ad essere maggiormente sottoposti a controllo sono i ragazzi di nazionalità straniera che nel biennio ’23-’25 sono incrementati del 14% e in tuti i dieci anni tra il 2015 e il 2025 del 20%. Gli italiani sono invece cresciuti del 9% nel biennio e del 16% nel decennio.
Quanto alla distinzione per genere, le ragazze rappresentano il 9% dell’intero insieme dei minori in carico nel 2025 mentre dieci anni prima erano il 12%. Nel complesso vi è stata una riduzione significativa di oltre 260 unità.
Di particolare interesse anche la valutazione degli andamenti relativi agli ingressi e alle collocazioni nelle diverse strutture residenziali della giustizia minorile rendono evidenti sia i cambiamenti avvenuti tra il 2023 e il successivo rimbalzo e attenuazione nel corso del 2025 degli ingressi nei Centri di prima accoglienza (Cpa) e negli Istituti penali minorili (Ipm).
In primo luogo, gli ingressi nei Cpa nel 2024 sono stati 1.144 (per un tasso del 34%) mentre nel 2025 sono stati 1.079 che hanno riguardato nel 57% ragazzi di nazionalità italiana e nel 43% di altre nazionalità. Considerando l’intero biennio 2023-25, il tasso di crescita che si è verificato è stato del 29% mentre se si considerano gli otto anni precedenti si era registrata una significativa riduzione. Infatti, se tra il 2023 e il 2025 sono stati registrati oltre 227 ingressi in più, dal confronto tra quanto avvenuto nel 2015 e nel 2022 risulta una riduzione di oltre 690 unità che, in termini percentuali, corrisponde a -48%.
Pur considerando che le variazioni (sia in basso che verso l’alto) nel 2020 e dal 2021 al 2022 sono influenzate dalle conseguenze della pandemia, risulta comunque evidente un’inversione di tendenza che comunque potrà essere meglio valutata nel prossimo futuro, anche per valutare se la riduzione degli ingressi tra il 2024 e il 2025 possa corrispondere anche a un’attenuazione dell’attività repressiva sul territorio nei confronti dei minori oppure, se costituisca una fase di “rimbalzo” in un processo di costante e consolidato trend di crescita di medio periodo.
L’andamento dei collocamenti in comunità
Quanto ai collocamenti in comunità, la differenza tra quanto avvenuto prima e dopo il 2023 risulta piuttosto evidente. Infatti, se tra il 2020 e il 2023 il numero delle collocazioni si era sostanzialmente stabilizzato, tra la fine del 2023 e il 2024 i collocamenti in comunità sono aumentati del 21%. Tale andamento ha riguardato in maniera particolare i ragazzi stranieri che sono aumentati del 31% in quell’anno a fronte di un incremento del 15% degli italiani. Nel 2025 anche in questo caso la curva di crescita si è attenuata, infatti se nel 2024 si sono verificati quasi 350 collocamenti in più rispetto all’anno precedente, nel 2025 i numeri si sono stabilizzati e l’incremento è stato di 37 unità.
Infine, per quanto riguarda gli ingressi negli Ipm le dinamiche risultano più omogenee nel decennio con numeri complessivamente in crescita del 12% che, escludendo il periodo pre e post pandemico, presentano un andamento di incremento costante nel tempo che comunque anche in questo caso sembrano essersi attenuati nel 2025 quando si è verificata una riduzione degli ingressi rispetto agli anni precedenti. Su questo fronte va anche sottolineato che in questi istituti, diversamente da quanto avviene altrove, le ripartizioni percentuali di ragazzi stranieri e italiani e i relativi trend tendono ad equivalersi.
In sintesi, l’accelerazione dei numeri registrata nell’ultimo biennio evidenzia una fase di forte pressione sul sistema della giustizia minorile. Tuttavia, i primi segnali di attenuazione rilevati nel 2025 rendono prematura una valutazione definitiva: sarà necessario monitorare se questi dati preludano a un consolidato cambiamento degli orientamenti verso il controllo territoriale o se, invece, si tratti di un fenomeno transitorio in un quadro che resta complesso e in divenire.
