Secondo quanto reso noto dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), alla data del 31 marzo il numero di persone presenti nelle carceri italiane ha raggiunto la cifra di 63.977. Sono 478 in più rispetto all’inizio dell’anno per un tasso di crescita in tre mesi dello 0,8%. Rispetto alla stessa data dello scorso anno la popolazione detenuta è cresciuta di circa 1.696 unità (+3%). Il tasso di affollamento è del 138%. Nel marzo del 2025 era del 132%.
Quanto alla nostra regione i presenti registrati a fine marzo sono 6.722, settantacinque in più rispetto a inizio anno, per un tasso di crescita dell’1,1%, quindi più elevato che nel resto del Paese. Il tasso di affollamento è del 144% nonostante una crescita dei posti disponibili determinata dalla riapertura di alcune sezioni del carcere di Regina Coeli, dove, ricordiamolo, a ottobre dello scorso anno si era verificato il crollo di una parte del soffitto della seconda rotonda.
In questo contesto bisogna anche considerare che all’incremento della popolazione detenuta, che non sembra attenuarsi nemmeno nella sua intensità, corrisponde un analogo trend ascendente delle persone sottoposta a misure restrittive della libertà non detentive che, da cinque mesi a questa parte, risulta stabilmente sopra la soglia delle 100 mila unità.
Sono in costante crescita anche i bambini rinchiusi assieme alle loro madri che nel marzo dello scorso anno erano 15 e che attualmente sono ben 26 in tutta Italia.
Nel complesso soltanto in Val D’Aosta il numero dei detenuti presenti è inferiore (peraltro di poco) rispetto ai posti effettivamente disponibili. Ve ne sono cinque– Lombardia, Friuli, Puglia, Basilicata e Molise– dove il numero dei presenti è superiore al 150% dei posti disponibili. Quanto al Lazio, se non interverranno modifiche sostanziali ai trend di crescita, ben presto si troverà anch’esso in questo gruppo di testa.
Per quanto attiene ai tassi di affollamento carcerario per singoli istituti, sono 168 su 189 i penitenziari in tutta Italia in cui il numero dei presenti è superiore ai posti effettivamente disponibili e sono 66 quelli in cui tasso di affollamento supera il 150%.
Sempre riferendoci alla nostra regione se si escludono le case di reclusione di Civitavecchia e Paliano e la terza casa circondariale di Roma, destinata ai semiliberi, ai lavoranti all’esterno e al trattamento avanzato per tossicodipendenti, tutti gli istituti di pena presentano ormai da circa due anni tassi di affollamento effettivi superiori al 100% e in nove su 14 i numeri dei detenuti presenti superano la soglia del 140% sui posti effettivamente disponibili.
